Europee 2009: per una politica pulita

Basta truffe!

GLI ITALIANI AL PARLAMENTO EUROPEO – 5

Eccoci dunque giunti all’ultima puntata del nostro viaggio tra le circoscrizioni in cui era divisa l’Italia per l’elezione del Parlamento Europeo. Anche in questo caso, essendo ufficiale la composizione del nuovo Parlamento, potremo dare informazioni ufficiali sui nomi degli eletti.

 

CIRCOSCRIZIONE MERIDIONALE

 

 

Il  POPOLO DELLE LIBERTA’  ha ottenuto 8 seggi.

 

Primo eletto, immancabilmente, è  il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi con quasi 713MILA voti.

713MILA voti su 2MILIONI 876MILA voti totali che il PDL ha ottenuto in questa circoscrizione: in termini percentuali, quasi il 25%. Non ci stancheremo mai di ripeterlo: voti ottenuti da un candidato che non avrebbe dovuto poter prendere parte alla competizione elettorale, non essendo eleggibile.

Il secondo che ha ottenuto più voti è Barbara Matera, salita agli onori delle cronache per essere l’unica candidata “sopravvissuta” allo scandalo della presunta candidatura di volti televisivi o comunque del mondo dello spettacolo. La ex letterina ha ottenuto più di 130mila preferenze.

Seguono, nell’ ordineErminia Mazzoni  (114mila voti),  Aldo Patriciello  (quasi 114mila voti) e  Clemente Mastella (PROPRIO LUI!!!, ha ottenuto ben 112mila voti – e presto ha scoperto con delusione di aver diritto a uno stipendio contenuto rispetto a quello cui era abituato). Ultimi tre eletti dal popolo sarebbero stati Crescenzio Rivellini (108mila voti), Raffaele Baldassarre (104mila) e Sergio Paolo Francesco Silvestris (103mila voti).

Chi è che in realtà siederà presso i banchi del Parlamento Europeo per il partito?

A Silvio Berlusconi subentra Salvatore Tatarella (poco meno di 93mila voti).

Crescenzio Rivellini ha invece deciso di dimettersi dalla carica di consigliere regionale della Campania. Come lui, altri incompatibili hanno scelto il ruolo di Parlamentare Europeo: Raffaele Baldassarre si è dimesso dal Consiglio Regionale della Puglia, così come Sergio Paolo Francesco Silvestris.

Per puro calcolo statistico, sommando a quelli ottenuti da Berlusconi i voti degli incompatibili che non hanno ottenuto neanche il diritto a scegliere se abbandonare l’incarico già ricoperto, ossia Paola Pelino, Giovanna Petrenga e Maria Elena Stasi, tre deputate (che pure hanno raccolto ben pochi voti, considerato che la Stasi è undicesima della sua lista con 72mila e addirittura la Pelino e la Petrenga sono terzultima e penultima con 33mila e addirittura solo 18mila voti) si raggiunge la cifra di oltre 838mila voti, ossia il 29% delle preferenze assegnate al PDL.

 

Quasi tre voti su dieci assegnati al PDL nella circoscrizione meridionale, non trova riscontro nell’effettiva assegnazione dei seggi europei.

 

 

Il   PARTITO DEMOCRATICO ha ottenuto 4 seggi.

 

Gli eletti sono Andrea Cozzolino con quasi 138mila voti, Giovanni Pittella con 137mila voti, Paolo De Castro (quasi 112mila voti), e Mario Pirillo che raccoglie 110mila preferenze.

De Castro, che avevamo segnalato come incompatibile in quanto senatore, ha scelto di dimettersi dalla carica istituzionale italiana.

Cozzolino, dal canto suo, si è dimesso dalla carica di Assessore della Regione Campania.

Niente da dire sugli altri, dal momento che sembra essere stato applicato una sorta di “regolamento interno” con dimissioni in caso di elezione.

 

 

La LEGA NORD non ha ottenuto alcun seggio.

 

 

L’ITALIA DEI VALORI ha ottenuto due seggi.

 

Il primo eletto risulta Luigi De Magistris con 137mila voti.

Candidato anche in altre 3 circoscrizioni(quella centrale, quella meridionale e quella insulare), De Magistris ha comunicato di aver optato per la circoscrizione nord orientale, liberando così questo seggio.

Come lui Antonio di Pietro (117mila voti), parlamentare e dunque incompatibile, che non ha rinunciato all’incarico al Senato.

Prima non eletta è Sonia Alfano (30mila voti), candidata in più circoscrizioni, che ha optato per il nord-ovest.

Gli eletti dell’IDV sono dunque addirittura il quarto e quinto in ordine di preferenze raccolte:

Vincenzo Iovine, con meno di 22mila voti;

Giuseppe Arlacchi, con poco più di 20mila (!!!). 

 

Sommando le preferenze di De Magistris, Di Pietro e Alfano si ottengono 284mila voti: su 689mila totali, significa il 41% dei voti ottenuti!!!

 

 

Infine, ricordiamo che l’Unione di Centro elegge un solo candidato, e che candidato!

Sarà infatti rappresentata al Parlamento Europeo da Ciriaco De Mita, scelto da più di 56mila elettori.

 

 

Sono interessanti anche alcuni dati riferiti a partiti che, non avendo superato il quorum, non hanno ottenuto neanche un seggio per questa circoscrizione:

  • nella lista Pannella Bonino, Emma Bonino supera le 30MILA preferenze su 111MILA voti totali (da sola la parlamentare – e quindi incompatibile – raccoglie cioè il 27% del totale del suo partito). Se si aggiungono i voti di Marco Pannella (quasi 19mila), candidato in più circoscrizioni, si arriva però addirittura al 42% del totale della lista (!!!);
  • nella lista “Sinistra e Libertà” il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha ottenuto addirittura 118MILA VOTI: in quanto incompatibile, tuttavia, e difficilmente avrebbe lasciato la sua carica. Tuttavia anche il secondo per preferenze, Marco Di Lello, ha ottenuto quasi 43mila voti, ben più degli eletti dell’Italia dei Valori;
  • nella lista MPA/La Destra/Pensionati, infine, Vincenzo Scotti (ex ministro della Prima Repubblica) ha raccolto più di 55mila voti, ma anche Tommaso Barbato (quasi 28mila) e Mario Cito (più di 24mila) hanno raccolto più voti degli eletti dell’IDV.

 

 

Siamo arrivati alle conclusioni:

se è vero che molti candidati hanno rinunciato alla carica che ricoprivano in Italia, resta che la questione lascia nell’incertezza le elezioni, minando le fondamenta della fiducia che una democrazia dovrebbe avere nei sistemi elettorali.

 

Il dato sui voti attribuiti a candidati che non hanno accettato la carica è comunque impressionante:

PIU’ DI 997MILA VOTI sui 5MILIONI 729MILA attribuiti a partiti i cui candidati siano stati eletti sono andati a candidati che non hanno accettato la carica: in percentuale, IL 17%.

Inoltre

3 ELETTI SU 15 NON HANNO ACCETTATO LA CARICA…

(4 se contiamo la scelta di Sonia Alfano)

 

L’ultimo dato ugualmente significativo, quello sui Parlamentari rimasti fuori dall’elenco degli eletti: detto delle donne del PDL, c’è da segnalare che nella lista dell’Unione di Centro uguale sorte è toccata a tre deputati:

Nunzio Francesco Testa, con poco meno di 34mila voti;

Angelo Cera (22mila);

Michele Pisacane, che ha superato di poco le 18mila preferenze (!!!).

Risultati che fanno riflettere, come quelli delle onorevoli Stasi, Petrenga e Pelino, soprattutto se paragonati invece a quelli di Paolo De Castro e Crescenzio Rivellini, colleghi che sono risultati eletti, dimostrando che i voti raccolti dai Parlamentari non risentono del fatto che sono incompatibili (vorrebbe dire che gli elettori erano a conoscenza dell’incompatibilità, cosa che va smentita decisamente).

 

Il nostro lavoro non termina di certo qui.

Resta da spiegare il meccanismo che permette l’elezione di Parlamentari secondo il LORO PROPRIO VOLERE, e soprattutto da presentare una breve scheda sui Gruppi Parlamentari e le dinamiche che si nascondono dietro la scelta di uno piuttosto che l’altro da parte dei rappresentanti italiani.

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27 luglio 2009 Posted by | Gli Eletti | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

GLI ITALIANI AL PARLAMENTO EUROPEO – 4

 

Una breve premessa, prima di  analizzare la Circoscrizione Insulare.

Oggi  22 luglio 2009, abbiamo, rispetto alla data in cui pubblicammo le 3 circoscrizioni già trattate, la effettiva composizione del  nuovo Parlamento Europeo, che si è insediato il 14 luglio 2009 (ecco il sito ufficiale con le varie circoscrizioni).

Possiamo finalmente parlare di dati certi (anche se qualche piccolo cambiamento nei prossimi sei mesi è sempre possibile,ci terremo  aggiornati). E’ doveroso, da parte nostra, rivelare la definitiva soluzione di alcune candidature che avevamo lasciato in sospeso, e correggere qualche inesattezza.

Lo faremo, il prima possibile, in un post di aggiornamento su queste 3 circoscrizioni .

 

CIRCOSCRIZIONE INSULARE

 

Il  POPOLO DELLE LIBERTA’ ha ottenuto 2 seggi.

Primo eletto con 365.588 voti è il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ovviamente incompatibile.

365.000 voti su circa 900.000 totali del PDL  ottenuti in questa circoscrizione: il 41%. Voti dispersi, o meglio, passati ad altro candidato ingannando gli elettori.

Il secondo ad aver preso più voti dopo Berlusconi, è Giovanni La Via, che ha sciolto la propria incompatibilità dimettendosi dalla carica di Assessore Regionale che rivestiva in Italia, ed è divenuto europarlamentare il 14 luglio.

Il primo dei non eletti,colui che andrà a sostituire Berlusconi,  è Salvatore Iacolino (141.000 voti circa).

Da segnalare anche che il secondo dei non eletti, Cimino (124.000voti), è assessore regionale, dunque incompatibile al momento della candidatura.

 

Il  PARTITO  DEMOCRATICO  porta due parlamentari in europa.

Sono Rita Borsellino (230.000voti) e Rosario Crocetta (151.000 voti) ,che si è dimesso dalla carica di Sindaco di Gela che ricopriva.

Notiamo come i primi due non eletti, Barracciu ( 117.000) e Barbagallo (68.000) siano entrambi consiglieri regionali.

 

Anche l’ITALIA DEI VALORI  fa sedere un suo parlamentare in Europa.

Si tratta di Giommaria Uggias con 17.401 voti.

Le preferenze sembrano poche, ed effettivamente Uggias è il quinto nell’IDV in quanto a voti ricevuti, e tra i non eletti di TUTTI i partiti (anche quelli che non hanno superato lo sbarramento) è uno dei candidati che ha ottenuto meno voti in assoluto.

Come si è arrivati dunque a lui?      

Il  primo ad aver raccolto più preferenze è Antonio di Pietro (59.000 voti), che da parlamentare incompatibile  “passa”  la sua elezione ad un altro parlamentare, Leoluca Orlando (54.000 voti).Anche Orlando è incompatibile, così come  i due candidati più votati che lo seguono, e che  non possono quindi accettare l’elezione. Luigi De Magistris (34.000) e Sonia Alfano (27.000) infatti si sono candidati in più circoscrizioni, e hanno deciso di sedere nell’europarlamento scegliendo rispettivamente la circoscrizione nord-orientale e quella nord-occidentale,considerando quella insulare un ripiego….ma l’avevano detto agli elettori in campagna elettorale? E se avessero dichiarato le loro reali intenzioni, come sarebbe corretto fare, avrebbero preso gli stessi voti?

Se sommiamo i voti andati agli incompatibili dell’IDV, otteniamo  il ragguardevole numero di  172.963 voti, su un totale di 186.560 :

                         il 92% !!!!!

 

L’ultimo europarlamentare eletto nelle isole appartiene all’UNIONE DI CENTRO .

Il primo eletto è Romano Saverio (111.000 voti, il 43% del totale), che essendo parlamentare “scarica” l’elezione su  Antonello Antinoro (71.000).Quest’ultimo si è dimesso dalla carica di consigliere regionale e ed è diventato parlamentare europeo.

Tra le file dei  candidati dell’UDC, l’altro parlamentare presente, Giuseppe Naro, ha ottenuto 33.000 voti e risulta il terzo dei non eletti.

 

Breve analisi dei partiti che non hanno conquistato neanche un seggio:

  • Umberto  Bossi, della  LEGA NORD , ha  preso  poco più di 2000 voti. Essendo parlamentare, era un candidato incompatibile.
  • Nella LISTA COMUNISTA E ANTICAPITALISTA  Margherita Hack è la prima non eletta (19.000 voti): era candidata in più circoscrizioni.
  • Anche i primi due non eletti della LISTA PANNELLA-BONINO sono incompatibile: la Bonino (22.000 voti) è parlamentare, Pannella (12.000) risulta iscritto in più circoscrizioni (insieme raccolgono circa l’80% dei voti totali della lista)
  • La lista SINISTRA e LIBERTA’ presenta i primi due non eletti  come candidati incompatibili: Fava, candidato in più circoscrizioni, ottiene circa 18.000 voti, e Vendola, presidente della regione Puglia, 16.266 (insieme raccolgono quasi il 60% dei voti totali).
  • Infine, nella lista LA DESTRA/MPA/PENSIONATI (che ha raccolto in questa circoscrizione più del 12% delle preferenze!), il  primo dei non eletti è il presidente della Regione  Raffaele Lombardo , che supera i 200mila voti (66% del totale); lo segue il parlamentare Lo Monte(74.000). Si posizionano quarti e quinti per numero di voti, i due consiglieri regionali Di Mauro (56.000) e Musotto (44.000).

 

 

Eccoci alle considerazioni e ai numeri finali:

PIU’ DI 830MILA VOTI, IL 33% DEL TOTALE, SONO STATI DESTINATI A CHI NON AVREBBE DOVUTO NEANCHE PRESENTARSI A QUESTE ELEZIONI.

Infatti:

3 ELETTI SU 6 (LA META’!!!!!) NON POSSONO ACCETTARE LA CARICA…

Per quanto concerne i sostituti dei 3 ineleggibili: uno è parlamentare, due hanno scelto altre circoscrizioni in cui essere eletti, uno ricopriva la carica di  consigliere regionale, e si è dimesso per andare in Europa.

 

2 ELETTI SU 6 RICOPRIVANO UNA CARICA INCOMPATIBILE, CHE HANNO ABBANDONATO DOPO LA CERTEZZA DELL’ELEZIONE IN EUROPA.

L’unica  eletta (ribadiamo, su 6!!) che non presentava   problemi di incompatibilità al momento della candidatura  è Rita Borsellino.

22 luglio 2009 Posted by | Gli Eletti | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

GLI ITALIANI AL PARLAMENTO EUROPEO -3

 

CIRCOSCRIZIONE NORD-ORIENTALE

 

 

Il  POPOLO DELLE LIBERTA’  ha ottenuto 5 seggi.

 

Primo eletto, immancabilmente, è  il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi con 391MILA voti.

391MILA voti su 1MILIONE 800MILA voti totali che il PDL ha ottenuto in questa circoscrizione: in termini percentuali, il 22% dei voti andrà ad un candidato non eletto dal popolo. Proseguendo con la nostra analisi, vedremo che tale percentuale  è destinata a salire.

Il secondo che ha ottenuto più voti è Elisabetta Gardini, con 79mila voti.

Seguono, nell’ ordine: Berlato  (58mila voti),  Sartori  (56mila voti) e  Cancian (51mila voti).

Chi è il primo dei non eletti a beneficiare dell’incompatibilità di Berlusconi?

In questo caso, la lista dei non eletti è emblematica: il primo ad aver preso più voti è Collino (46.983), che in quanto parlamentare scarica la sua (non) elezione su Biancofiore (30.155 voti), parlamentare anch’ella, che lascia il posto a Balboni (9.890), anch’egli parlamentare e quindi impossibilitato a ricoprire l’incarico per legge.

Colui che andrà a sostituire il posto vacante di Berlusconi è quindi il QUARTO (!!!!!!!) dei non eletti, tal Paniz, che ha ottenuto il “ragguardevole” bottino di 8.379 voti, ovvero BEN 383MILA VOTI IN MENO DEL CANDIDATO ELETTO CHE VA SOSTITUIRE.

Per puro calcolo statistico, sommiamo i voti di coloro che via via hanno fatto scivolare la loro elezione fino a Paniz: i voti totali di Berlusconi, Collini, Biancofiore, Balboni, sono 478.300, il   27 % delle preferenze assegnate.

 

Quasi un voto su tre assegnato al PDL nella circoscrizione nord-est, non trova riscontro nell’effettiva assegnazione dei seggi europei.

 

 

Il   PARTITO DEMOCRATICO ha ottenuto 4 seggi.

 

Gli eletti sono Serracchiani con 144mila voti, Prodi  con circa 100mila voti, Berlinguer (81mila voti), e   Caronna che raccoglie 75mila preferenze.

In questo caso nessuno dei candidati eletti presenta incompatibilità o candidature multiple: resta infatti esclusa  Laura Puppato, incompatibile perché  sindaco di Montebelluna , che è la prima dei non eletti.

 

 

La LEGA NORD ha ottenuto 3 seggi.

 

Il primo eletto, con 138mila voti (12%del totale), è Umberto Bossi, ministro e parlamentare (dunque incompatibile), oltre che pluricandidato. Vedremo chi lo andrà a sostuire.

Fontana, con  52mila voti, e  Scottà con 45mila, seguono il senatùr in quanto a preferenze raccolte.

Il primo dei non eletti che dovrebbe sostituire Bossi è Bizzotto, con 34mila voti, attualmente consigliere regionale e quindi, a meno di dimissioni dall’attuale inacarico, incompatibile.

Lo segue Ciambetti con 26mila voti, a sua volta cosnigliere regionale e quindi incompatibile fino a nuove decisioni.

Dobbiamo arrivare al terzo dei non eletti per sapere chi, ad oggi, sostituirà Bossi: si tratta di Luciano Maroni , che prende poco meno di 21mila voti.

Poiché , ad UN MESE dalle elezioni, il sito della Lega non informa i suoi elettori delle decisioni che prenderanno i due candidati incompatibili sopra indicati, momentaneamente li computiamo tra i voti “persi”, che sommati a quel 12 % di Bossi, vanno a costituire un 17% del totale.

Aspettiamo fiduciosi .

 

 

L’ITALIA DEI VALORI ha ottenuto un seggio.

 

Il primo eletto è Luigi De Magistris con poco più di 71mila voti.

Candidato anche in altre 3 circoscrizioni(quella centrale, quella meridionale e quella insulare), De Magistris ha comunicato di aver optato proprio per la circoscrizione nord orientale.

I primi due non eletti , sono Antonio di Pietro (57.249 voti), parlamentare e dunque incompatibile, e Sonia Alfano (26.011 voti), candidata in più circoscrizioni, che ha optato per il nord-ovest.

 

 

Infine, ricordiamo che l’Unione di Centro elegge un solo candidato, Motti con 18.354, mentre l’SVP (autonomisti Sud Tirolo) porta nell’europarlamento Dorfmann (84.551 voti).

 

 

Sono interessanti anche alcuni dati riferiti a partiti che , non avendo superato il quorum, non hanno ottenuto neanche un seggio in europa:

  • nella Lista comunista e anticapitalista, il segretario del Partito dei Comunisti Italiani Oliviero Diliberto supera le 12MILA preferenze (essendo però candidato in più circoscrizioni, risultava anch’egli incompatibile)
  • nella lista Pannella Bonino, invece, Emma Bonino sfiora le 49MILA preferenze su 164MILA voti totali (da sola la parlamentare – e quindi incompatibile – raccoglie cioè il 30% del totale del suo partito) . Marco Pannella supera le 11mila (va detto che come Diliberto, anche lui era candidato in più circoscrizioni) , e anche gli altri due candidati che lo seguono in quanto a voti ottenuti (Marco Cappato -5.202 voti- e  Schett Welby – 2.438-) risultano candidati in più circoscrizioni.
  • La lista “Sinistra e Libertà” ha ottenuto circa 135mila voti: Kusstatscher , con 18.353 voti, è colui che raccoglie più preferenze. Lo segue Nichi Vendola (17.015voti), incompatibile in quanto Presidente della Regione Puglia.

 

 

Siamo arrivati alle conclusioni:

Rimane eclatante l’elezione di Paniz , che sostituisce l’incompatibile Berlusconi. La possibilità che un candidato con 8.000 voti ne vada a sostituire uno che ne ha presi 391.000, dà l’esatta  dimensione di quanto sia assurda, ingannevole e scorretta nei confronti degli elettori l’attuale modalità di presentazione delle liste.

Anche il numero di voti presi da un parlamentare, Balboni (meno di 10.000 preferenze), sembrerebbe una particolarità. La spiegazione di come ciò possa accadere è la stessa fornita nel post precedente che analizza i dati dell’ Italia Centrale.

 

Anche in questo caso, è impressionante il dato che si ottiene sommando le preferenze accordate a candidati incompatibili o presentatisi in più circoscrizioni:

PIU’ DI 970MILA VOTI, IL 15% DEL TOTALE, SONO STATI DESTINATI A CHI NON AVREBBE DOVUTO NEANCHE PRESENTARSI A QUESTE ELEZIONI.

Inoltre

2 ELETTI SU 15 PER LEGGE NON POSSONO ACCETTARE LA CARICA…

E per quanto concerne i sostituti dei 2 ineleggibili, ben 3 sono parlamentari e quindi a loro volta impossibilitati ad accettare la carica, e 2 non hanno ancora comunicato se si dimetteranno dagli incarichi che attualmente li rendono incompatibili.

13 luglio 2009 Posted by | Gli Eletti | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

GLI ITALIANI AL PARLAMENTO EUROPEO – 2

 

Eccoci alla seconda tappa del nostro viaggio tra gli eletti al Parlamento Europeo…non seguiremo però il criterio geografico.

Oggi parliamo della Circoscrizione Centro.

 

 

CIRCOSCRIZIONE CENTRO

 

Il POPOLO DELLA LIBERTA’ ha ottenuto 6 seggi.

Primo eletto naturalmente è risultato il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: quasi 612MILA voti per lui.

612MILA voti su 2MILIONI345MILA: il 26% del totale del suo partito. E come sappiamo, sono voti che andranno automaticamente agli altri candidati. Vediamo chi. 

Seconda più votata è risultata Roberta Angelilli, con 131MILA preferenze.

Dopo di lei Marco Scurria, con quasi 119mila voti. 

Quarto per numero di voti (quasi 110mila) risulta invece Alfredo Antoniozzi, a cui viene confermato il ruolo di Parlamentare Europeo, non risultando incompatibile secondo la legge elettorale in vigore (pur ricoprendo l’incarico di Assessore del Comune di Roma): ad onor del vero, nel periodo 2004-2009 il doppio incarico non gli ha impedito di essere presente al 66% delle sedute del Parlamento Europeo. Nulla da dire, dunque. 

Alfredo Pallone, quinto per numero di voti e quindi teoricamente eletto (scelto da quasi 109mila persone), è invece Consigliere Regionale. Come abbiamo già detto altre volte, per legge ha 6 mesi di tempo per scegliere quale dei due incarichi abbandonare. Il suo sito internet ad oggi non dice nulla (sulla homepage campeggia ancora l’invito a votarlo il 6 e 7 giugno…), resteremo vigili…

L’ultimo eletto allora è Potito Salatto, del quale molti conosceranno benissimo il curriculum (esponente storico della DC): i suoi 78mila elettori tuttavia non avranno votato “a vuoto”, essendo egli nella condizione di accettare l’incarico.

Chi sarà il primo non eletto, beneficiario della candidatura da incompatibile di Berlusconi?

Si tratta di Paolo Bartolozzi : eletto con 62mila preferenze personali, un decimo di quelle di Berlusconi.

Nel caso invece Pallone dovesse scegliere di restare alla Regione Lazio, verrebbe “ripescato” anche Stefano Zappalà, con le sue 60mila 800 preferenze.

 

 

Passando al PARTITO DEMOCRATICO, iniziamo col dire che ha ottenuto 6 seggi anch’esso.

A chi sono andati? 

Primo eletto è risultato l’ex anchorman del Tg1, David Sassoli: per lui ben 400mila preferenze personali.

Al secondo posto troviamo l’Assessore della Regione Lazio Silvia Costa, che nelle settimane scorse, in prossimità delle votazioni, ci fece pervenire nei commenti a questo post la promessa che avrebbe abbandonato la carica istituzionale in Italia per sedere in Europa. Per la cronaca, a lei sono andati 117mila voti.

Terzo è risultato l’ex sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, con oltre 102mila preferenze. 

Il quarto e il quinto sono entrambi teoricamente incompatibili, essendo l’uno (Guido Milana) Consigliere Regionale del Lazio, oltre che sindaco di Olevano Romano (carica, quella di sindaco, non incompatibile date le dimensioni del paesino); l’altro, Francesco De Angelis, assessore della Giunta Regionale del Lazio. I due hanno raccolto un totale di circa 175mila voti. In prossimità delle elezioni europee tutti i candidati del Partito Democratico, che fossero incompatibili con la carica per precedenti incarichi nazionali, avevano condiviso la promessa di Silvia Costa. Anche nel loro caso, verificheremo nelle prossime settimane.

Ultimo eletto è Roberto Gualtieri, con 80mila voti.

Ad oggi, dunque, abbiamo 3 potenziali eletti in conflitto d’interesse. Come detto, non li considereremo ancora incompatibili, né ad oggi indicheremo i potenziali sostituti (Catiuscia Marini, Palmiro Ucchielli, Gianpiero Cioffredi – rispettivamente con 64mila, 59mila e 45mila voti).

 

La LEGA NORD ha ottenuto in questa circoscrizione 1 solo seggio, ma anche nel suo caso occorre qualche precisazione e qualche conto.

Unico eletto, con quasi 18MILA preferenze, è infatti Umberto Bossi, ministro e parlamentare. Pertanto non eleggibile.

Primo non eletto, che dunque dovrebbe sostituire il senatùr, è risultato Mario Borghezio, con quasi 5mila preferenze. Non fosse che l’onorevole Borghezio è risultato eletto per la Circoscrizione Nord-Ovest.

Queste 23MILA preferenze, su un totale di 187MILA scarse, rappresentano il 12% dei voti.

Resta da svelare il nome del candidato infine eletto per la Lega.

Si tratta di Claudio Morganti, che ha raccolto meno di 3MILA preferenze. Eppure ad oggi il sito della Lega Nord non dà alcuna ufficialità dei rappresentanti italiani eletti tra le sue fila, per cui le nostre su Borghezio sono congetture.

 

L’ITALIA DEI VALORI ha ottenuto anch’essa un solo seggio, assegnato tuttavia a un candidato incompatibile:

Luigi De Magistris, che ha scelto la circoscrizione del Nord-Est (essendo candidato in quattro su cinque), rinunciando a poco meno di 89MILA preferenze;

Antonio Di Pietro, non eletto ma “ripescabile”, si trova come sappiamo nella stessa impossibilità di accettare la carica, in quanto parlamentare. Trasferirà a sua volta ai colleghi di partito le sue 83MILA preferenze;

E dunque dovrebbe toccare alla terza eletta, Sonia Alfano, a rappresentare l’Italia a Strasburgo. Essendo candidata in più circoscrizioni, anche lei ha scelto di rinunciare a 31mila preferenze.

In totale dunque 203MILA voti su 484MILA: addirittura il 42%!!!

In conclusione, l’eletto per la Circoscrizione Italia Centrale nella lista Italia dei Valori risulterà Niccolò Rinaldi (come avevamo ironicamente previsto in questo post, con tanto di foto): per lui meno di 12mila preferenze, un ottavo di quelle del dottor De Magistris…

 

Infine l’Unione Di Centro, che elegge il solo Carlo Casini con poco più di 40MILA preferenze.

Resta invece escluso quel Luciano Ciocchetti che pure risultava incompatibile in quanto Parlamentare, e che ha raccolto 32mila 500 voti.

 

 

Quanto ai partiti che non hanno conquistato neppure un seggio, non avendo superato il quorum, ci sono alcuni dati significativi:

  • nella Lista comunista e anticapitalista, il segretario del Partito dei Comunisti Italiani Oliviero Diliberto supera le 31MILA preferenze (essendo però candidato in più circoscrizioni, risultava anch’egli incompatibile);
  • nella lista Pannella Bonino, invece, Emma Bonino sfiora le 62MILA preferenze su 171MILA voti totali (da sola la parlamentare – e quindi incompatibile – raccoglie cioè il 36% del totale del suo partito) – Marco Pannella dal canto suo supera le 22mila (va detto che come Diliberto, anche lui era candidato in più circoscrizioni)
  • il neonato partito Sinistra e Libertà, dal canto suo, raccoglie 226MILA VOTI, dei quali 43MILA appannaggio del leader Nichi Vendola, oltre 30mila alla giornalista Giuliana Sgrena, 25mila500 per Claudio Fava e poco più di 23mila per Alessandro Battilocchio. Anche qui va sottolineato come Vendola fosse incompatibile in quanto Presidente della Regione Puglia e Fava in quanto candidato in più circoscrizioni (e insieme hanno raccolto il 30% delle preferenze della lista…)

 

 

Eccoci finalmente alle prime conclusioni:

in questa circoscrizione il premier Berlusconi raccoglie il 26% dei voti del PDL, un risultato clamoroso se paragonato agli altri eletti del suo partito. Eppure rispetto alla circoscrizione Nord-Ovest risulta meno clamoroso il dato dei sostituti (Paolo Bartolozzi ed eventualmente Stefano Zappalà), che se non altro ha raccolto più voti di quasi tutti i non eletti degli altri partiti (in una teorica classifica, la sola Catiuscia Marini del PD ha ottenuto un risultato migliore). 

Alcuni dei candidati che avevamo segnalato in quanto incompatibili hanno ottenuto anche qui risultati piuttosto sorprendenti, in senso negativo.

Ci dispiace “infierire” (stiamo pur sempre parlando del partito più votato), ma nel Popolo della Libertà ci sono ben 3 PARLAMENTARI che oltre a risultare NON ELETTI, si sono piazzati agli PENULTIMI TRE POSTI DELLA LISTA: Lucio Barani, deputato (meno di 15MILA PREFERENZE); Barbara Mannucci, deputata (MENO DI 7MILA PREFERENZE); e Mariarosaria Rossi, deputata (6MILA600 preferenze per lei).

Le onorevoli Mannucci e Rossi, tuttavia, potranno senza dubbio consolarsi dei loro successi professionali: rispettivamente: l’una e l’altra. Nel PDL sappiamo bene che anche questi sono meriti politici… 

Nell’Unione di Centro, LUCIANO CIOCCHETTI (che siede alla Camera) come detto non è stato eletto, pur raccogliendo 32mila voti.

Come già detto, la spiegazione di alcuni risultati è piuttosto agevole: la nostra Camera dei Deputati viene costituita attraverso il procedimento delle liste bloccate e della cooptazione (le candidature in più circoscrizioni dei Leader di partito, che prontamente lasciano il posto ai non eletti…). Succede che diversi Parlamentari non siano eletti realmente dal popolo. Di più: alcuni si ritrovano nelle liste di un Partito per decisione della dirigenza dello stesso, senza aver mai ricevuto un consenso reale in termini di preferenze. Sono questi stessi parlamentari ad andare incontro a figuracce nelle elezioni del Parlamento Europeo (pur restando invariato il sistema delle liste bloccate e della candidatura in più circoscrizioni…).

 

Un rilievo sulla legge elettorale che utilizziamo in Italia: il quorum imposto su base nazionale porta ad effetti collaterali come l’elezione di un candidato della Lega Nord anche in una circoscrizione in cui la lista in questione ha raccolto meno del 3% dei voti (meno cioè della Lista comunista e anticapitalista e di Sinistra e Libertà).

 

Infine un dato impressionante: sommando le preferenze dei candidati eletti in più circoscrizioni (quelli cioè che hanno “rifiutato” il seggio ottenuto in questa circoscrizione – pur avendo superato il quorum) e di quelli incompatibili perché parlamentari, presidenti di provincia, sindaci di città con più di 15mila abitanti, assessori e consiglieri regionali (siano essi stati eletti o meno, i loro voti sono pur sempre voti non pienamente legittimi, visto che nel migliore dei casi dovrebbero dimettersi da una carica), otteniamo

 

PIU’ DI 1 MILIONE 100MILA VOTI, IL 18%, SONO STATI DESTINATI A CHI NON AVREBBE DOVUTO NEANCHE PRESENTARSI A QUESTE ELEZIONI

ma soprattutto il dato in base a cui

3 ELETTI SU 15 PER LEGGE NON POSSONO ACCETTARE LA CARICA…

ma nei prossimi mesi il conto potrebbe arrivare a 7 (quasi la metà) nel caso in cui Alfredo Pallone del PDL, e Silvia Costa Guido Milana e Francesco De Angelis del PD scegliessero di mantenere le cariche regionali.

E nel frattempo sottolineiamo come tra i sostituti dei 3 INELEGGIBILI di cui sopra, altri 3 (Borghezio Di Pietro e Alfano) sono a loro volta impossibilitati ad accettare la carica.

Torneremo quindi su di loro.

7 luglio 2009 Posted by | Gli Eletti | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 1 commento

GLI ITALIANI AL PARLAMENTO EUROPEO – 1

 

[archiviato il referendum, torniamo al nostro amato Parlamento Europeo…avevamo promesso degli approfondimenti sugli eletti, e puntualmente da oggi ve li forniremo]

Ci sono diverse situazioni da evidenziare, secondo noi meritano attenzione.

Iniziamo dal nord, stavolta.

 

 

CIRCOSCRIZIONE NORD-OVEST

 

Il POPOLO DELLA LIBERTA’ ha ottenuto 8 seggi.

Primo eletto naturalmente è risultato il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: 628MILA voti per lui.

Altrettanto prevedibilmente, secondo si è piazzato il Ministro Ignazio La Russa, con 223MILA preferenze.

Come vi abbiamo spiegato nei giorni precedenti le elezioni, questi 850mila voti si sono riversati sugli altri candidati, nel senso che due NON eletti dai cittadini verranno investiti del ruolo di parlamentare europeo.

850MILA voti su 2MILIONI900MILA: circa il 30%. Voti dispersi, o se volete voti garantiti al partito con il “trucco” della candidatura di incompatibili.

Concentriamoci sugli eletti, dunque.

Niente da dire su Mauro, Albertini, Comi, Bonsignore, Ronzulli e Fidanza (sesto eletto con meno di 27 mila preferenze).

Chi ha beneficiato dunque dei voti (e della poltrona) di Berlusconi e La Russa?

Cristiana Muscardini (ex Alleanza Nazionale): eletta con 26mila preferenze personali, un decimo di quelle di La Russa

e

Iva Zanicchi (proprio lei!): eletta con 22mila preferenze.

 

Il PARTITO DEMOCRATICO ha ottenuto 5 seggi, andati regolarmente ai primi 5 candidati in ordine di preferenze ottenute. Per la cronaca, si tratta di Cofferati, Toia, Panzeri, Susta e Balzani.

 

La LEGA NORD ha ottenuto anche lei 5 seggi, ma nel suo caso occorre qualche precisazione e qualche conto.

Primo eletto, con più di 170MILA preferenze, è infatti Umberto Bossi, ministro e parlamentare. Come per Berlusconi e La Russa, non eleggibile.

Secondo eletto Matteo Salvini, parlamentare anch’egli: 70MILA preferenze incamerate e da “passare” a un collega di partito.

240MILA preferenze per due parlamentari, su un totale di 1MILIONE 600MILA: il 15% dei voti.

Terzo è risultato Mario Borghezio (il quale risultava candidato in più circoscrizioni, ma eletto solo in questa): in ogni caso, sono state 48MILA le preferenze per lui.

Quarto risulta invece Fiorello Provera, ex presidente della provincia di Sondrio, con le sue 27MILA preferenze.

Quinto infine Francesco Speroni, che come Borghezio, pur essendosi candidato in più circoscrizioni è risultato eletto solo in questa, motivo per cui le sue 19MILA preferenze non vanno considerate “regalo” per i colleghi non eletti.

Veniamo ai sostituti degli ineleggibili:

Oreste Rossi, primo dei non eletti e dunque in teoria ripescato, sul suo sito personale dichiara a quanto pare di voler accettare la carica: ha 6 mesi di tempo per dimettersi da Consigliere Regionale del Piemonte, e portare a Strasburgo le sue 14MILA preferenze;

Nulla da dire su Sonia Viale, eletta anche lei con sole 14MILA preferenze.

Qualora Rossi dovesse rifiutare, risulterebbe eletto Roberto Pedretti, con 13MILA preferenze.

 

L’ITALIA DEI VALORI ha ottenuto due seggi, entrambi assegnati a candidati incompatibili, per motivi diversi:

Luigi De Magistris, in quanto candidato in più circoscrizioni che ha scelto quella del Nord-Est, rinunciando a 86MILA preferenze;

Antonio Di Pietro, in quanto parlamentare, conferisce ai colleghi di partito più di 81MILA preferenze;

167MILA su 636MILA: il 26%.

eletti risultano dunque Sonia Alfano (anche lei candidata in più circoscrizioni, ne riparleremo) con 28MILA e

Gianni Vattimo con poco meno di 15MILA (più del quarto e quinto eletti della Lega Nord, dunque).

 

Infine l’Unione Di Centro, che elegge Magdi Cristiano Allam con 39MILA preferenze, mentre resta fuori Emanuele Filiberto che pure ne ha raccolte più di 22MILA.

 

 

Quanto ai partiti che non hanno conquistato neppure un seggio, non avendo superato il quorum, ci sono alcuni dati significativi:

  • nella Lista comunista e anticapitalista, Margherita Hack supera le 23MILA preferenze e Vittorio Agnoletto le 21MILA (entrambi però erano candidati in più circoscrizioni);
  • nella lista Pannella Bonino, invece, Emma Bonino supera le 70MILA preferenze su 251MILA voti totali (da sola la parlamentare – e quindi incompatibile – raccoglie cioè quasi il 28% del totale).

 

 

Eccoci finalmente alle prime conclusioni:

grazie ai voti di Berlusconi e La Russa, risultano elette due candidate, Cristiana Muscardini e Iva Zanicchi, che per preferenze ricevute si piazzano dietro rispettivamente a 3 e addirittura 5 CANDIDATI NON ELETTI del Partito Democratico, ma nel caso della Zanicchi persino dietro a Emanuele FilibertoMargherita Hack;

alcuni dei candidati che avevamo segnalato in quanto incompatibili hanno ottenuto risultati piuttosto scadenti. Ci dispiace “infierire” (stiamo pur sempre parlando del partito più votato), ma nel Popolo della Libertà ci sono ben 4 PARLAMENTARI (che in quanto tali dovrebbero essere radicati sul territorio, quindi riconosciuti, quindi votati) che invece risultano NON ELETTI, e anche con scarti sensibili: Laura Ravetto, deputata (meno di 8MILA PREFERENZE); Giuseppe Menardi, Senatore (APPENA 7MILA PREFERENZE); Valentina Aprea, deputata (6MILA500 preferenze); e addirittura ELENA CENTEMERO, deputata, che raccoglie la miseria di 1.731 PREFERENZE, ULTIMA NELLA SUA LISTA;

Nell’Unione di Centro, LUCA VOLONTE’ (Presidente del gruppo UDC alla Camera) viene superato addirittura da Emanuele Filiberto.

Crediamo di poter fornire una spiegazione piuttosto agevole: la nostra Camera dei Deputati viene costituita attraverso il procedimento delle liste bloccate e della cooptazione (le candidature in più circoscrizioni dei Leader di partito, che prontamente lasciano il posto ai non eletti…). Succede che diversi Parlamentari non siano eletti realmente dal popolo. Di più: alcuni si ritrovano nelle liste di un Partito per decisione della dirigenza dello stesso, senza aver mai ricevuto un consenso reale in termini di preferenze. Sono questi stessi parlamentari ad andare incontro a figuracce nelle elezioni del Parlamento Europeo (pur restando invariato il sistema delle liste bloccate e della candidatura in più circoscrizioni…).

 

Infine un dato impressionante: sommando le preferenze dei candidati eletti in più circoscrizioni (quelli cioè che hanno “rifiutato” il seggio ottenuto in questa circoscrizione – pur avendo superato il quorum) e di quelli incompatibili perché parlamentari, presidenti di provincia, sindaci di città con più di 15mila abitanti, assessori e consiglieri regionali (siano essi stati eletti o meno, i loro voti sono pur sempre voti non pienamente legittimi, visto che nel migliore dei casi dovrebbero dimettersi da una carica), otteniamo

 

QUASI 1 MILIONE 500MILA VOTI, IL 17%, SONO STATI DESTINATI A CHI NON AVREBBE DOVUTO NEANCHE PRESENTARSI A QUESTE ELEZIONI

ma soprattutto

6 ELETTI SU 21 PER LEGGE NON POSSONO ACCETTARE LA CARICA!

(potrebbero diventare 7 nel caso in cui Oreste Rossi della Lega Nord scegliesse di rimanere al Consiglio Regionale del Piemonte)

30 giugno 2009 Posted by | Gli Eletti | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 2 commenti

INTENZIONI DI VOTO NUMERO 2

 

[prima di tutto un aggiornamento: il post con la raccolta di opinioni trovate in giro per la rete – e in particolare su wordpress – è in costante aggiornamento. Potete seguirlo consultando questo link diretto]

e ora le intenzioni di voto, seconda puntata.

 

Al  referendum del 21 e 22 giugno voterò tre si.

 

Non è stata una scelta facile, anzi…

e difficile sarà anche argomentarla, senza sembrare ingenuo.

 

Ho sempre dato per scontato di andare a votare, per questione di principio: il voto è un dovere civico. Mi sento cittadino anche in quanto voto.

Nel caso del referendum, il tutto è amplificato dal possibile effetto: intervenire direttamente su una legge (e io interverrei su moltissime). 

L’astensione non è una scelta politica: è un surrogato del disimpegno e del disinteresse. E fa gioco, comunque la si ponga, alla posizione di qualche partito. Il che dovrebbe far riflettere gli stessi elettori, a maggior ragione quando si dicano sfiduciati nel sistema politico.

Vado oltre: la sinistra italiana in questo particolare momento storico dovrebbe agire in senso opposto, lavorando per recuperare l’impegno civile anziché lasciandosi ingolosire dall’utilitarismo che sta dietro all’invito a disertare le urne. Non si può utilizzare a proprio vantaggio una pratica che storicamente ha fruttato sempre ai partiti più populisti, se ci si vuole porre come rappresentanti di chi non accetti banalizzazioni della realtà o peggio ancora semplificazioni della stessa.

 

Detto questo, i mie primi due si vanno spiegati. 

A differenza del mio amico, non sono spaventato dall’anomalia Berlusconi. Uno perché mi sembra in fase calante (e le ultime vicende lo confermano), due perché non è lui che usufruirebbe di una vittoria del si.

Non voglio dilungarmi sulla scelta lungimirante che potrebbe stare dietro ad un si e dietro alla volontà di far prevalere un sistema maggioritario puro. Non mi dilungherò perché non lo penso affatto.

Credo che questo referendum non sia stato capito: si tratta di uno strumento monco, perché così lo ha voluto la nostra stessa Costituzione. Gli elettori possono soltanto abrogare parti di una legge, senza riscriverla. Di fronte a questa normativa, e di fronte a questo porcellum elettorale, sfido tutti quanti a presentare dei quesiti referendari che abbiano un senso, potendo solo cancellare qualche parola qua e là.

A mio modo di vedere, il Comitato Promotore aveva come unico scopo quello di dare una spallata alla legge elettorale, e ha trovato come unico sbocco quello di utilizzare il sistema maggioritario come specchietto per le allodole.

Personalmente non credo che in caso di affermazione del si, il Parlamento accetterebbe di arrivare alle prossime elezioni con la legge uscita dal referendum. Non lo accetterebbe la Lega, di sicuro. E quindi anche a voler pensare che nel PDL si potrebbe scegliere di utilizzare la nuova legge per liberarsi della Lega, effetto immediato sarebbe la caduta del Governo.

 

A conti fatti: da un lato la caduta del Governo, dall’altro la presentazione di una nuova legge elettorale. In entrambi i casi credo che la situazione gioverebbe all’Italia.

Sulla caduta del Governo non credo di dire nulla di clamoroso: basta mettere insieme questi pezzi del puzzle: UNO (Berlusconi è sotto ricatto), DUE (la Lega ha ricattato il Governo perché votando il 7 giugno sarebbe stato più facile che si raggiungesse il quorum), TRE (la Lega sembra essere pronta alla rottura con la destra del PDL – leggasi quello che si chiamava Alleanza Nazionale).

Si tratta di arrivare all’esautoramento della Lega (che a mio modo di vedere è un partito pericoloso per le sue derive razziste) oppure alla necessità di scrivere una legge nuova e diversa da quella attuale (perché non credo che la maggioranza si prenderebbe la responsabilità di riscriverla uguale, andando contro il risultato del referendum dopo pochi mesi).

E peraltro non credo al timore di scomparsa dei partiti della sinistra cosiddetta radicale: anche in caso di vittoria del si e di voto anticipato con la nuova legge elettorale, basterebbe decidersi a unificare la neonata Sinistra e Libertà e i due partiti comunisti per superare lo sbarramento. Dunque non cedo agli allarmismi.

 

Sul si al terzo quesito ha detto tutto il post precedente. Condivido in pieno. La cooptazione, in base a cui alla Camera siedono persone che hanno beneficiato delle candidature multiple dei personaggi più influenti del partito, è una pratica vergognosa.

 

Politica Pulita 2

20 giugno 2009 Posted by | Uncategorized | , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 4 commenti

INTENZIONI DI VOTO NUMERO 1

 

Al  referendum del 21 giugno voterò due no e un si : no ai primi due quesiti , si all’ultimo.

 

Prima di argomentare le ragioni del mio voto, mi preme sottolineare un concetto su tutti: IO VOTERO’!

 

Le campagne di invito all’astensione proprio non le capisco: è un tema ricorrente , soprattutto in Italia, quello che denuncia quanto la politica sia lontana dai cittadini, quanto la casta degli onorevoli sia totalmente autoreferenziale, quanto il popolo sia impotente di fronte alle scelte che lo riguardano.

L’astensione è quanto di peggio si possa sostenere: alcuni la interpretano come un modo per esprimere dissenso al pari (o in maniera superiore, ho sentito dire) di un “no” scritto sulla scheda referendaria . Tutte queste dietrologie nei confronti del significato da attribuire ad un potenziale astensionismo di massa non le vedo:  colgo invece  un venir meno al proprio dovere di cittadino, lasciando campo  libero a quella casta tanto criticata a parole, ma alla quale poi, nei fatti, si demandano le decisioni anche nei rari casi in cui è il popolo a poter scegliere per sé.

 

I mie due no sono frutto di una scelta che è stata a lungo ponderata, e  nonostante questo i dubbi permangono: io voto no perché ho paura di Berlusconi.

Premetto che il mio punto di vista ha un vizio di fondo, e  ne sono consapevole: una legge elettorale non dovrebbe essere influenzata dalle contingenze politiche del momento, bensì deve guardare al futuro e ad una sua validità universale. Purtroppo, in questo momento storico così particolare per il nostro paese, non riesco ad avere la tranquillità e la freddezza che mi permettano di ragionare  a lungo termine  come una legge elettorale meriterebbe.

Come tutti sappiamo, una vittoria del si ai primi due quesiti , farebbe passare il premio di maggioranza dalle coalizione al singolo partito che prende più voti. Ma attualmente in Italia il maggiore partito NON è un partito nel senso comune del termine: è un regno, un sultanato, dove non c’è  dialettica, dove  tutti i suoi componenti, scelti non per capacità ma per devozione o altro, si prodigano a leccare i piedi al grande capo nel modo più convincente possibile.

Applicare quindi un principio democratico, ad una situazione contingente molto poco democratica, sarebbe deleterio. Dal momento che in Italia non vedevo una tale concentrazione di potere nelle mani di una sola persona dai tempo di Mussolini, ritengo che una legge elettorale così come la si vorrebbe con il referendum, implicherebbe una consegna incondizionata e pericolosa del paese nelle mani di Berlusconi.

E non vedo neanche, come sento da più parti, una vittoria del si come prospettiva di una riforma elettorale futura più ampia:è possibile che accada, certo, ma se poi non fosse così?

 

Ultimo quesito: il si è d’obbligo. E’ un piccolo passo  per porre un freno al malcostume italiano: l’ho definito piccolo, perché le liste “bloccate, che non permettono al cittadino di scegliere il politico da votare, rimangono.

 

Politica Pulita 1

(domani pubblicheremo l’intenzione di voto di “numero 2”)

19 giugno 2009 Posted by | Referendum | , , , , , , , , , , , , , | 5 commenti

RIFLESSIONI SUL REFERENDUM: cosa si legge nella rete

 

Ieri è andata in onda su www.fusoradio.net (radio libera su web) la trasmissione di approfondimento sul referendum (per cosa votiamo, le ragioni del si e quelle del no, con interventi registrati di Nicola Colacino del Comitato Promotore del Referendum e di Mojo Pin della Redazione di Fusoradio).

Questo il link diretto al podcast, per chi volesse ascoltarla.

 

Come anticipato, abbiamo raccolto una serie di interventi sul referendum trovati in giro per la rete. Li segnaliamo tutti in questo post, e speriamo di dar voce a un dibattito che arrivi fino a domenica, se non addirittura oltre.

1. http://salvatoregrizzanti.blogspot.com/2009/06/lettera-sul-referendum.html

2. http://murocontromuro.ilcannocchiale.it/post/2224216.html

3. http://www.gennarocarotenuto.it/8409-referendum-cerano-silvio-umberto-e-io/

4. http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&task=view&id=8056&Itemid=53 (nasce il Comitato per il NO al Referendum)

5. http://spettegolando.wordpress.com/2009/05/14/referendum-si-o-no/

6. http://lefteca.wordpress.com/2009/06/19/referendum-2009-sulla-legge-elettorale-io-ritiro-solo-la-terza-scheda-colore-verde/

7. http://lacatasta.wordpress.com/2009/06/19/referendum/

8. http://italianspot.wordpress.com/2009/06/19/referendum-no-allastensione-e-un-dovere-andare-a-votare/

9. http://andreasferrella.wordpress.com/2009/06/20/referendum-elettorale-perche-votare-si/

10. http://markarg.wordpress.com/2009/06/20/referendum-elettorale-2009/

 

 

Infine un blog in cui da un post in cui si invitava all’astensione, pur con delle riserve, secondo noi è nato un dibattito interessantissimo:

 http://ainostriposti.wordpress.com/2009/06/17/referendum-che-fare/

In particolare vorremmo citare una parte dell’intervento in commento al post, pubblicato da Prescinseua:

Astenersi significa non solo far decidere altri, ma equivale pure ad ammettere che non si ha una opinione (o a non esprimere quella che si ha, che a conti fatti produce lo stesso risultato). Non è vero che l’astensione è prevista come terzo voto accanto al SI e al NO. Non sono un giurista, ma il meccanismo tecnico dell’astensione è motivato soltanto dal sacro rispetto della democrazia parlamentare che avevano i Padri costituenti e che si riflette in quella centralità del parlamento che Berlusconi ha tanto invisa. Il quorum non è una possibilità in più per gli elettori, ma solo garanzia del fatto che la volontà della maggioranza dei rappresentanti non venga sopraffatta dalla volontà di una minoranza agguerrita di cittadini. Che il meccanismo tecnico sia stato nel corso degli ultimi vent’anni sistematicamente manipolato un po’ da tutti i partiti al fine di ottenere vantaggi politici a breve termine è semplicemente sintomo di scarsa lungimiranza politica e carente rispetto per la Costituzione di cui Berlusconi non è di certo l’unico responsabile. In altre parole, a mio parere, votare NO è molto meglio che astenersi se non altro perché fai qualcosa delle opinioni che hai così ben espresso e non le lasci a diventare lettera morta in un post online“.

 

Prendiamo spunto da questo punto di vista che condividiamo in pieno per aggiungere che in questo momento storico sono Berlusconi (come personaggio di spicco) e la Lega Nord (come partito istituzionalizzato) a cavalcare il qualunquismo becero e ad approfittare della disaffezione del cittadino medio verso la politica. Sono queste le forze che ogni giorno lanciano slogan reazionari e sparano sempre contro il mucchio, uccidendo il confronto politico e abbassandolo a fotocopia del salotto di Maria De Filippi. Non per nulla la massima vittoria di Berlusconi si è avuta nel periodo d’oro del vaffanculismo di Grillo, dove ci si è trovati in piazza a dire “sono tutti uguali” – e quindi di fatto scegliendo di SMETTERE di informarsi e capire se invece nel marasma ci sia qualcuno di stimabile.

La sinistra a nostro avviso non può correre sullo stesso tappeto scelto da questo tipo di destra reazionaria, da cui persino Gianfranco Fini prende le distanze. La sinistra e l’elettore più attento secondo noi DEVONO informare i cittadini che sono rimasti indietro, DEVONO recuperare alla vita politica il popolo, DEVONO sempre avere ben presente l’importanza dello strumento referendario, unica concessione della nostra Costituzione alla democrazia diretta.

Troppo comodo tuonare contro la crescente ignoranza politica del cittadino medio, e alla prima occasione sfruttarla e invitare all’astensione.

Comodo, sì, ma anche pericoloso. Il cittadino disimpegnato sarà sempre più passivo e ricettivo solo rispetto a slogan e semplificazioni.

 

 

Nei prossimi giorni pubblicheremo le nostre intenzioni di voto, per questione di correttezza, visto che stavolta si discute del come votare, oltre che del se votare.

18 giugno 2009 Posted by | Referendum | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 1 commento

REFERENDUM: CHE FARE? VOTARE, VOTARE, VOTARE!

 

Micromega pubblica in questi giorni un articolo che si esprime nettamente contro il referendum: potete leggerlo a questo link.

Rimaniamo stupiti dal titolo:

50 buoni motivi PER ASTENERSI.

PER ASTENERSI?!?!?!?

 

Senza entrare in polemica diretta con Micromega, vorremmo lanciare una “battaglia” di segno completamente opposto:

NOI VOTIAMO.

NOI VOTIAMO, anche quando siamo contrari.

NOI VOTIAMO, perché votare è diritto e dovere civico.

NOI VOTIAMO, perché VOTARE NO SIGNIFICA ESPRIMERE IL PROPRIO PUNTO DI VISTA, ma stare a casa significa delegare ad altri, disinteressarsi.

NOI VOTIAMO, perché crediamo che i cittadini vadano responsabilizzati, e votare significa prendere posizione, scegliere, perciò informarsi;

NOI VOTIAMO, perché il terzo quesito dovrebbe essere considerato un obiettivo minimo in una democrazia avanzata (e lo abbiamo già detto per le elezioni europee: le candidature multiple sono un raggiro!);

NOI VOTIAMO, perché non si può lamentare la disaffezione alla politica, il disinteresse generale, e poi usare l’astensione quando la si reputi UTILE: l’utilitarismo è l’arma dei qualunquisti, crea una società di indifferenti e egoisti, SEMPRE.

 

da oggi a domenica continueremo a occuparci di referendum (pubblicheremo anche le nostre intenzioni di voto)

e a invitare tutti i cittadini democratici e consapevoli che il potere è del popolo ad andare a votare.

 

intanto segnaliamo questo articolo, che spiega le ragioni del SI e del NO e i QUESITI su cui siamo chiamati a esprimerci.

16 giugno 2009 Posted by | Referendum | , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento