Europee 2009: per una politica pulita

Basta truffe!

GLI ITALIANI AL PARLAMENTO EUROPEO – 1

 

[archiviato il referendum, torniamo al nostro amato Parlamento Europeo…avevamo promesso degli approfondimenti sugli eletti, e puntualmente da oggi ve li forniremo]

Ci sono diverse situazioni da evidenziare, secondo noi meritano attenzione.

Iniziamo dal nord, stavolta.

 

 

CIRCOSCRIZIONE NORD-OVEST

 

Il POPOLO DELLA LIBERTA’ ha ottenuto 8 seggi.

Primo eletto naturalmente è risultato il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: 628MILA voti per lui.

Altrettanto prevedibilmente, secondo si è piazzato il Ministro Ignazio La Russa, con 223MILA preferenze.

Come vi abbiamo spiegato nei giorni precedenti le elezioni, questi 850mila voti si sono riversati sugli altri candidati, nel senso che due NON eletti dai cittadini verranno investiti del ruolo di parlamentare europeo.

850MILA voti su 2MILIONI900MILA: circa il 30%. Voti dispersi, o se volete voti garantiti al partito con il “trucco” della candidatura di incompatibili.

Concentriamoci sugli eletti, dunque.

Niente da dire su Mauro, Albertini, Comi, Bonsignore, Ronzulli e Fidanza (sesto eletto con meno di 27 mila preferenze).

Chi ha beneficiato dunque dei voti (e della poltrona) di Berlusconi e La Russa?

Cristiana Muscardini (ex Alleanza Nazionale): eletta con 26mila preferenze personali, un decimo di quelle di La Russa

e

Iva Zanicchi (proprio lei!): eletta con 22mila preferenze.

 

Il PARTITO DEMOCRATICO ha ottenuto 5 seggi, andati regolarmente ai primi 5 candidati in ordine di preferenze ottenute. Per la cronaca, si tratta di Cofferati, Toia, Panzeri, Susta e Balzani.

 

La LEGA NORD ha ottenuto anche lei 5 seggi, ma nel suo caso occorre qualche precisazione e qualche conto.

Primo eletto, con più di 170MILA preferenze, è infatti Umberto Bossi, ministro e parlamentare. Come per Berlusconi e La Russa, non eleggibile.

Secondo eletto Matteo Salvini, parlamentare anch’egli: 70MILA preferenze incamerate e da “passare” a un collega di partito.

240MILA preferenze per due parlamentari, su un totale di 1MILIONE 600MILA: il 15% dei voti.

Terzo è risultato Mario Borghezio (il quale risultava candidato in più circoscrizioni, ma eletto solo in questa): in ogni caso, sono state 48MILA le preferenze per lui.

Quarto risulta invece Fiorello Provera, ex presidente della provincia di Sondrio, con le sue 27MILA preferenze.

Quinto infine Francesco Speroni, che come Borghezio, pur essendosi candidato in più circoscrizioni è risultato eletto solo in questa, motivo per cui le sue 19MILA preferenze non vanno considerate “regalo” per i colleghi non eletti.

Veniamo ai sostituti degli ineleggibili:

Oreste Rossi, primo dei non eletti e dunque in teoria ripescato, sul suo sito personale dichiara a quanto pare di voler accettare la carica: ha 6 mesi di tempo per dimettersi da Consigliere Regionale del Piemonte, e portare a Strasburgo le sue 14MILA preferenze;

Nulla da dire su Sonia Viale, eletta anche lei con sole 14MILA preferenze.

Qualora Rossi dovesse rifiutare, risulterebbe eletto Roberto Pedretti, con 13MILA preferenze.

 

L’ITALIA DEI VALORI ha ottenuto due seggi, entrambi assegnati a candidati incompatibili, per motivi diversi:

Luigi De Magistris, in quanto candidato in più circoscrizioni che ha scelto quella del Nord-Est, rinunciando a 86MILA preferenze;

Antonio Di Pietro, in quanto parlamentare, conferisce ai colleghi di partito più di 81MILA preferenze;

167MILA su 636MILA: il 26%.

eletti risultano dunque Sonia Alfano (anche lei candidata in più circoscrizioni, ne riparleremo) con 28MILA e

Gianni Vattimo con poco meno di 15MILA (più del quarto e quinto eletti della Lega Nord, dunque).

 

Infine l’Unione Di Centro, che elegge Magdi Cristiano Allam con 39MILA preferenze, mentre resta fuori Emanuele Filiberto che pure ne ha raccolte più di 22MILA.

 

 

Quanto ai partiti che non hanno conquistato neppure un seggio, non avendo superato il quorum, ci sono alcuni dati significativi:

  • nella Lista comunista e anticapitalista, Margherita Hack supera le 23MILA preferenze e Vittorio Agnoletto le 21MILA (entrambi però erano candidati in più circoscrizioni);
  • nella lista Pannella Bonino, invece, Emma Bonino supera le 70MILA preferenze su 251MILA voti totali (da sola la parlamentare – e quindi incompatibile – raccoglie cioè quasi il 28% del totale).

 

 

Eccoci finalmente alle prime conclusioni:

grazie ai voti di Berlusconi e La Russa, risultano elette due candidate, Cristiana Muscardini e Iva Zanicchi, che per preferenze ricevute si piazzano dietro rispettivamente a 3 e addirittura 5 CANDIDATI NON ELETTI del Partito Democratico, ma nel caso della Zanicchi persino dietro a Emanuele FilibertoMargherita Hack;

alcuni dei candidati che avevamo segnalato in quanto incompatibili hanno ottenuto risultati piuttosto scadenti. Ci dispiace “infierire” (stiamo pur sempre parlando del partito più votato), ma nel Popolo della Libertà ci sono ben 4 PARLAMENTARI (che in quanto tali dovrebbero essere radicati sul territorio, quindi riconosciuti, quindi votati) che invece risultano NON ELETTI, e anche con scarti sensibili: Laura Ravetto, deputata (meno di 8MILA PREFERENZE); Giuseppe Menardi, Senatore (APPENA 7MILA PREFERENZE); Valentina Aprea, deputata (6MILA500 preferenze); e addirittura ELENA CENTEMERO, deputata, che raccoglie la miseria di 1.731 PREFERENZE, ULTIMA NELLA SUA LISTA;

Nell’Unione di Centro, LUCA VOLONTE’ (Presidente del gruppo UDC alla Camera) viene superato addirittura da Emanuele Filiberto.

Crediamo di poter fornire una spiegazione piuttosto agevole: la nostra Camera dei Deputati viene costituita attraverso il procedimento delle liste bloccate e della cooptazione (le candidature in più circoscrizioni dei Leader di partito, che prontamente lasciano il posto ai non eletti…). Succede che diversi Parlamentari non siano eletti realmente dal popolo. Di più: alcuni si ritrovano nelle liste di un Partito per decisione della dirigenza dello stesso, senza aver mai ricevuto un consenso reale in termini di preferenze. Sono questi stessi parlamentari ad andare incontro a figuracce nelle elezioni del Parlamento Europeo (pur restando invariato il sistema delle liste bloccate e della candidatura in più circoscrizioni…).

 

Infine un dato impressionante: sommando le preferenze dei candidati eletti in più circoscrizioni (quelli cioè che hanno “rifiutato” il seggio ottenuto in questa circoscrizione – pur avendo superato il quorum) e di quelli incompatibili perché parlamentari, presidenti di provincia, sindaci di città con più di 15mila abitanti, assessori e consiglieri regionali (siano essi stati eletti o meno, i loro voti sono pur sempre voti non pienamente legittimi, visto che nel migliore dei casi dovrebbero dimettersi da una carica), otteniamo

 

QUASI 1 MILIONE 500MILA VOTI, IL 17%, SONO STATI DESTINATI A CHI NON AVREBBE DOVUTO NEANCHE PRESENTARSI A QUESTE ELEZIONI

ma soprattutto

6 ELETTI SU 21 PER LEGGE NON POSSONO ACCETTARE LA CARICA!

(potrebbero diventare 7 nel caso in cui Oreste Rossi della Lega Nord scegliesse di rimanere al Consiglio Regionale del Piemonte)

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30 giugno 2009 Posted by | Gli Eletti | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 2 commenti

REFERENDUM: QUORUM NON RAGGIUNTO

 

«Gli italiani fanno schifo e l’Italia fa schifo perchè non vuole essere moderna. Hanno vinto quelli che vogliono vivere alle spalle degli altri»

Francesco Speroni, LEGA NORD, dopo aver appreso il risultato del referendum sulla devolution del 2006*.

 

Questi sono I PARTITI POLITICI: oggi mi serve il referendum? viva il referendum! bastardo chi mi vota contro! bastardo chi invita all’astensione!

Domani non voglio il referendum? Che ci vuole, faccio la campagna più aspra che si ricordi per incitare all’astensione, e a risultati ottenuti esulto come avessi vinto al Superenalotto.

 

E allora eccoli, sentite quegli stessi politici [dal Corriere della Sera]: «Anche nei momenti più difficili e drammatici, noi siamo capaci di vincere perché la gente è con noi» ha detto il leader del Carroccio Umberto Bossi. «Messa come l’avevano messa, il risultato del referendum è una nostra vittoria» è il commento di Roberto Calderoli.

Perché allora abbiamo fatto la campagna CONTRO L’ASTENSIONE fino all’ultimo secondo?

Per questo.

Perché l’astensione è la sconfitta della democrazia, e la vittoria dei partiti.

 

Siamo estremisti? No: guardate qui quanti vincitori per il risultato di oggi.

UNODUETRE

Abbiamo addirittura 3 PARTITI DIVERSISSIMI TRA LORO CHE SI AUTOCELEBRANO COME VINCITORI!

ma vi rendete conto?

 

e non è tutto.

Cos’altro avevamo detto? che qualche politico avrebbe sicuramente attaccato l’istituto del referendum. Magari addirittura qualche politico di un partito che ha preteso di votare il 21 e 22 giugno e sperperato centinaia di milioni di euro per questo.

Ebbene.

ROBERTO MARONI, ancora dal Corriere della Sera: «Mi riservo – ha annunciato il titolare del Viminale – di avanzare nei prossimi giorni» una proposta per «riformare l’articolo 75 della Costituzione e la legge attuativa dei referendum».

 

Gli italiani non fanno schifo. No.

Sono solo strumentalizzati, e devono imparare a non affidarsi sempre alla strada più breve e alle furberie.

Per non ritrovarsi con una sola strada, quella che ALTRI hanno scelto per loro, proprio quando avrebbero voluto percorrere l’altra.

 

COSTRUIAMO UNA POLITICA DIVERSA, UNA POLITICA PULITA.

 

 

*l’intuizione sulla famigerata dichiarazione di Speroni è di Antonello Piroso. Lo ringraziamo per averci dato l’ispirazione.

22 giugno 2009 Posted by | Referendum | , , , , , , , , , , , , , , , , | 4 commenti

INTENZIONI DI VOTO NUMERO 2

 

[prima di tutto un aggiornamento: il post con la raccolta di opinioni trovate in giro per la rete – e in particolare su wordpress – è in costante aggiornamento. Potete seguirlo consultando questo link diretto]

e ora le intenzioni di voto, seconda puntata.

 

Al  referendum del 21 e 22 giugno voterò tre si.

 

Non è stata una scelta facile, anzi…

e difficile sarà anche argomentarla, senza sembrare ingenuo.

 

Ho sempre dato per scontato di andare a votare, per questione di principio: il voto è un dovere civico. Mi sento cittadino anche in quanto voto.

Nel caso del referendum, il tutto è amplificato dal possibile effetto: intervenire direttamente su una legge (e io interverrei su moltissime). 

L’astensione non è una scelta politica: è un surrogato del disimpegno e del disinteresse. E fa gioco, comunque la si ponga, alla posizione di qualche partito. Il che dovrebbe far riflettere gli stessi elettori, a maggior ragione quando si dicano sfiduciati nel sistema politico.

Vado oltre: la sinistra italiana in questo particolare momento storico dovrebbe agire in senso opposto, lavorando per recuperare l’impegno civile anziché lasciandosi ingolosire dall’utilitarismo che sta dietro all’invito a disertare le urne. Non si può utilizzare a proprio vantaggio una pratica che storicamente ha fruttato sempre ai partiti più populisti, se ci si vuole porre come rappresentanti di chi non accetti banalizzazioni della realtà o peggio ancora semplificazioni della stessa.

 

Detto questo, i mie primi due si vanno spiegati. 

A differenza del mio amico, non sono spaventato dall’anomalia Berlusconi. Uno perché mi sembra in fase calante (e le ultime vicende lo confermano), due perché non è lui che usufruirebbe di una vittoria del si.

Non voglio dilungarmi sulla scelta lungimirante che potrebbe stare dietro ad un si e dietro alla volontà di far prevalere un sistema maggioritario puro. Non mi dilungherò perché non lo penso affatto.

Credo che questo referendum non sia stato capito: si tratta di uno strumento monco, perché così lo ha voluto la nostra stessa Costituzione. Gli elettori possono soltanto abrogare parti di una legge, senza riscriverla. Di fronte a questa normativa, e di fronte a questo porcellum elettorale, sfido tutti quanti a presentare dei quesiti referendari che abbiano un senso, potendo solo cancellare qualche parola qua e là.

A mio modo di vedere, il Comitato Promotore aveva come unico scopo quello di dare una spallata alla legge elettorale, e ha trovato come unico sbocco quello di utilizzare il sistema maggioritario come specchietto per le allodole.

Personalmente non credo che in caso di affermazione del si, il Parlamento accetterebbe di arrivare alle prossime elezioni con la legge uscita dal referendum. Non lo accetterebbe la Lega, di sicuro. E quindi anche a voler pensare che nel PDL si potrebbe scegliere di utilizzare la nuova legge per liberarsi della Lega, effetto immediato sarebbe la caduta del Governo.

 

A conti fatti: da un lato la caduta del Governo, dall’altro la presentazione di una nuova legge elettorale. In entrambi i casi credo che la situazione gioverebbe all’Italia.

Sulla caduta del Governo non credo di dire nulla di clamoroso: basta mettere insieme questi pezzi del puzzle: UNO (Berlusconi è sotto ricatto), DUE (la Lega ha ricattato il Governo perché votando il 7 giugno sarebbe stato più facile che si raggiungesse il quorum), TRE (la Lega sembra essere pronta alla rottura con la destra del PDL – leggasi quello che si chiamava Alleanza Nazionale).

Si tratta di arrivare all’esautoramento della Lega (che a mio modo di vedere è un partito pericoloso per le sue derive razziste) oppure alla necessità di scrivere una legge nuova e diversa da quella attuale (perché non credo che la maggioranza si prenderebbe la responsabilità di riscriverla uguale, andando contro il risultato del referendum dopo pochi mesi).

E peraltro non credo al timore di scomparsa dei partiti della sinistra cosiddetta radicale: anche in caso di vittoria del si e di voto anticipato con la nuova legge elettorale, basterebbe decidersi a unificare la neonata Sinistra e Libertà e i due partiti comunisti per superare lo sbarramento. Dunque non cedo agli allarmismi.

 

Sul si al terzo quesito ha detto tutto il post precedente. Condivido in pieno. La cooptazione, in base a cui alla Camera siedono persone che hanno beneficiato delle candidature multiple dei personaggi più influenti del partito, è una pratica vergognosa.

 

Politica Pulita 2

20 giugno 2009 Posted by | Uncategorized | , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 4 commenti

INTENZIONI DI VOTO NUMERO 1

 

Al  referendum del 21 giugno voterò due no e un si : no ai primi due quesiti , si all’ultimo.

 

Prima di argomentare le ragioni del mio voto, mi preme sottolineare un concetto su tutti: IO VOTERO’!

 

Le campagne di invito all’astensione proprio non le capisco: è un tema ricorrente , soprattutto in Italia, quello che denuncia quanto la politica sia lontana dai cittadini, quanto la casta degli onorevoli sia totalmente autoreferenziale, quanto il popolo sia impotente di fronte alle scelte che lo riguardano.

L’astensione è quanto di peggio si possa sostenere: alcuni la interpretano come un modo per esprimere dissenso al pari (o in maniera superiore, ho sentito dire) di un “no” scritto sulla scheda referendaria . Tutte queste dietrologie nei confronti del significato da attribuire ad un potenziale astensionismo di massa non le vedo:  colgo invece  un venir meno al proprio dovere di cittadino, lasciando campo  libero a quella casta tanto criticata a parole, ma alla quale poi, nei fatti, si demandano le decisioni anche nei rari casi in cui è il popolo a poter scegliere per sé.

 

I mie due no sono frutto di una scelta che è stata a lungo ponderata, e  nonostante questo i dubbi permangono: io voto no perché ho paura di Berlusconi.

Premetto che il mio punto di vista ha un vizio di fondo, e  ne sono consapevole: una legge elettorale non dovrebbe essere influenzata dalle contingenze politiche del momento, bensì deve guardare al futuro e ad una sua validità universale. Purtroppo, in questo momento storico così particolare per il nostro paese, non riesco ad avere la tranquillità e la freddezza che mi permettano di ragionare  a lungo termine  come una legge elettorale meriterebbe.

Come tutti sappiamo, una vittoria del si ai primi due quesiti , farebbe passare il premio di maggioranza dalle coalizione al singolo partito che prende più voti. Ma attualmente in Italia il maggiore partito NON è un partito nel senso comune del termine: è un regno, un sultanato, dove non c’è  dialettica, dove  tutti i suoi componenti, scelti non per capacità ma per devozione o altro, si prodigano a leccare i piedi al grande capo nel modo più convincente possibile.

Applicare quindi un principio democratico, ad una situazione contingente molto poco democratica, sarebbe deleterio. Dal momento che in Italia non vedevo una tale concentrazione di potere nelle mani di una sola persona dai tempo di Mussolini, ritengo che una legge elettorale così come la si vorrebbe con il referendum, implicherebbe una consegna incondizionata e pericolosa del paese nelle mani di Berlusconi.

E non vedo neanche, come sento da più parti, una vittoria del si come prospettiva di una riforma elettorale futura più ampia:è possibile che accada, certo, ma se poi non fosse così?

 

Ultimo quesito: il si è d’obbligo. E’ un piccolo passo  per porre un freno al malcostume italiano: l’ho definito piccolo, perché le liste “bloccate, che non permettono al cittadino di scegliere il politico da votare, rimangono.

 

Politica Pulita 1

(domani pubblicheremo l’intenzione di voto di “numero 2”)

19 giugno 2009 Posted by | Referendum | , , , , , , , , , , , , , | 5 commenti

RIFLESSIONI SUL REFERENDUM: cosa si legge nella rete

 

Ieri è andata in onda su www.fusoradio.net (radio libera su web) la trasmissione di approfondimento sul referendum (per cosa votiamo, le ragioni del si e quelle del no, con interventi registrati di Nicola Colacino del Comitato Promotore del Referendum e di Mojo Pin della Redazione di Fusoradio).

Questo il link diretto al podcast, per chi volesse ascoltarla.

 

Come anticipato, abbiamo raccolto una serie di interventi sul referendum trovati in giro per la rete. Li segnaliamo tutti in questo post, e speriamo di dar voce a un dibattito che arrivi fino a domenica, se non addirittura oltre.

1. http://salvatoregrizzanti.blogspot.com/2009/06/lettera-sul-referendum.html

2. http://murocontromuro.ilcannocchiale.it/post/2224216.html

3. http://www.gennarocarotenuto.it/8409-referendum-cerano-silvio-umberto-e-io/

4. http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&task=view&id=8056&Itemid=53 (nasce il Comitato per il NO al Referendum)

5. http://spettegolando.wordpress.com/2009/05/14/referendum-si-o-no/

6. http://lefteca.wordpress.com/2009/06/19/referendum-2009-sulla-legge-elettorale-io-ritiro-solo-la-terza-scheda-colore-verde/

7. http://lacatasta.wordpress.com/2009/06/19/referendum/

8. http://italianspot.wordpress.com/2009/06/19/referendum-no-allastensione-e-un-dovere-andare-a-votare/

9. http://andreasferrella.wordpress.com/2009/06/20/referendum-elettorale-perche-votare-si/

10. http://markarg.wordpress.com/2009/06/20/referendum-elettorale-2009/

 

 

Infine un blog in cui da un post in cui si invitava all’astensione, pur con delle riserve, secondo noi è nato un dibattito interessantissimo:

 http://ainostriposti.wordpress.com/2009/06/17/referendum-che-fare/

In particolare vorremmo citare una parte dell’intervento in commento al post, pubblicato da Prescinseua:

Astenersi significa non solo far decidere altri, ma equivale pure ad ammettere che non si ha una opinione (o a non esprimere quella che si ha, che a conti fatti produce lo stesso risultato). Non è vero che l’astensione è prevista come terzo voto accanto al SI e al NO. Non sono un giurista, ma il meccanismo tecnico dell’astensione è motivato soltanto dal sacro rispetto della democrazia parlamentare che avevano i Padri costituenti e che si riflette in quella centralità del parlamento che Berlusconi ha tanto invisa. Il quorum non è una possibilità in più per gli elettori, ma solo garanzia del fatto che la volontà della maggioranza dei rappresentanti non venga sopraffatta dalla volontà di una minoranza agguerrita di cittadini. Che il meccanismo tecnico sia stato nel corso degli ultimi vent’anni sistematicamente manipolato un po’ da tutti i partiti al fine di ottenere vantaggi politici a breve termine è semplicemente sintomo di scarsa lungimiranza politica e carente rispetto per la Costituzione di cui Berlusconi non è di certo l’unico responsabile. In altre parole, a mio parere, votare NO è molto meglio che astenersi se non altro perché fai qualcosa delle opinioni che hai così ben espresso e non le lasci a diventare lettera morta in un post online“.

 

Prendiamo spunto da questo punto di vista che condividiamo in pieno per aggiungere che in questo momento storico sono Berlusconi (come personaggio di spicco) e la Lega Nord (come partito istituzionalizzato) a cavalcare il qualunquismo becero e ad approfittare della disaffezione del cittadino medio verso la politica. Sono queste le forze che ogni giorno lanciano slogan reazionari e sparano sempre contro il mucchio, uccidendo il confronto politico e abbassandolo a fotocopia del salotto di Maria De Filippi. Non per nulla la massima vittoria di Berlusconi si è avuta nel periodo d’oro del vaffanculismo di Grillo, dove ci si è trovati in piazza a dire “sono tutti uguali” – e quindi di fatto scegliendo di SMETTERE di informarsi e capire se invece nel marasma ci sia qualcuno di stimabile.

La sinistra a nostro avviso non può correre sullo stesso tappeto scelto da questo tipo di destra reazionaria, da cui persino Gianfranco Fini prende le distanze. La sinistra e l’elettore più attento secondo noi DEVONO informare i cittadini che sono rimasti indietro, DEVONO recuperare alla vita politica il popolo, DEVONO sempre avere ben presente l’importanza dello strumento referendario, unica concessione della nostra Costituzione alla democrazia diretta.

Troppo comodo tuonare contro la crescente ignoranza politica del cittadino medio, e alla prima occasione sfruttarla e invitare all’astensione.

Comodo, sì, ma anche pericoloso. Il cittadino disimpegnato sarà sempre più passivo e ricettivo solo rispetto a slogan e semplificazioni.

 

 

Nei prossimi giorni pubblicheremo le nostre intenzioni di voto, per questione di correttezza, visto che stavolta si discute del come votare, oltre che del se votare.

18 giugno 2009 Posted by | Referendum | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 2 commenti

TRASMISSIONE SUL REFERENDUM

 

Oggi pomeriggio alle ore 17

SU WWW.FUSORADIO.NET

andrà in onda uno Speciale sul Referendum:

cosa si vota, come si vota, le ragioni del sì e quelle del no; in conclusione un tentativo di tracciare le possibili conseguenze politiche della vittoria del sì o di quella del no.

L’astensione non è una scelta.

17 giugno 2009 Posted by | Uncategorized | Lascia un commento

REFERENDUM: CHE FARE? VOTARE, VOTARE, VOTARE!

 

Micromega pubblica in questi giorni un articolo che si esprime nettamente contro il referendum: potete leggerlo a questo link.

Rimaniamo stupiti dal titolo:

50 buoni motivi PER ASTENERSI.

PER ASTENERSI?!?!?!?

 

Senza entrare in polemica diretta con Micromega, vorremmo lanciare una “battaglia” di segno completamente opposto:

NOI VOTIAMO.

NOI VOTIAMO, anche quando siamo contrari.

NOI VOTIAMO, perché votare è diritto e dovere civico.

NOI VOTIAMO, perché VOTARE NO SIGNIFICA ESPRIMERE IL PROPRIO PUNTO DI VISTA, ma stare a casa significa delegare ad altri, disinteressarsi.

NOI VOTIAMO, perché crediamo che i cittadini vadano responsabilizzati, e votare significa prendere posizione, scegliere, perciò informarsi;

NOI VOTIAMO, perché il terzo quesito dovrebbe essere considerato un obiettivo minimo in una democrazia avanzata (e lo abbiamo già detto per le elezioni europee: le candidature multiple sono un raggiro!);

NOI VOTIAMO, perché non si può lamentare la disaffezione alla politica, il disinteresse generale, e poi usare l’astensione quando la si reputi UTILE: l’utilitarismo è l’arma dei qualunquisti, crea una società di indifferenti e egoisti, SEMPRE.

 

da oggi a domenica continueremo a occuparci di referendum (pubblicheremo anche le nostre intenzioni di voto)

e a invitare tutti i cittadini democratici e consapevoli che il potere è del popolo ad andare a votare.

 

intanto segnaliamo questo articolo, che spiega le ragioni del SI e del NO e i QUESITI su cui siamo chiamati a esprimerci.

16 giugno 2009 Posted by | Referendum | , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Parlamento Europeo: 32 SEGGI SU 72 sono VACANTI

Cinque giorni dal voto e già l’attenzione è crollata.

Ne abbiamo sentite tante, eppure…

Si è parlato del mancato plebiscito di Berlusconi. Della crescita della Lega Nord. Dell’ascesa dell’Italia dei Valori. Del crollo (talmente atteso che sembra non esserci stato, a leggere i commenti) del Partito Democratico.

Eppure ci sono 32 SEGGI SU 72 che ad oggi risultano VACANTI.

 

Nell’ultimo post abbiamo scritto soltanto i nomi degli incompatibili e di coloro che potrebbero non sedere mai al Parlamento Europeo.
Andiamo a vedere nel dettaglio il motivo.

 

Prima di tutto ci sono 9 eletti che PER LEGGE non possono essere Parlamentari Europei, e che quindi hanno incamerato centinaia di migliaia di voti senza avere I REQUISITI LEGALI per partecipare alle elezioni. Alcuni di loro però hanno accumulato persino più di un seggio.
Eccoli, i recordmen:

Silvio Berlusconi: eletto in 5 circoscrizioni

Antonio Di Pietro: 4 circoscrizioni

Umberto Bossi: 3 circoscrizioni

 

Gli altri parlamentari che risultano eletti:

La Russa, Rivellini, Silvestris (Popolo Della Libertà);

De Castro (Partito Democratico);

Salvini (Lega Nord);

Romano (Unione Di Centro)

Questi 18 posti – su 72 spettanti all’Italia nel Parlamento Europeo – per legge spettano dunque al primo non eletto della stessa lista. Come se il voto dei cittadini fosse “travasabile” su altri candidati.

 

In seconda battuta ci sono quei politici che siano assessori regionali, consiglieri regionali, sindaci, presidenti di provincia. Questi hanno 6 MESI DI TEMPO per scegliere se dimettersi dalla carica che già ricoprono e accettare la poltrona al Parlamento Europeo.
Eccoli:

Pallone, Baldassarre, La Via (Popolo della Libertà);

Costa, Milana, De Angelis, Cozzolino, Pirillo, Crocetta (Partito Democratico);

Provera (Lega Nord)

Altri 10 seggi (e parliamo di persone ELETTE dai cittadini) che ad oggi risultano incerti.

Fanno 28.

 

Da ultimo, ci sono quei candidati che, presentandosi in più di una circoscrizione, pur senza essere di per sé incompatibili finiscono per diventarlo nel momento in cui vengono eletti. Ci sono cioè persone che sono state votate da cittadini di circoscrizioni diverse, e che naturalmente possono accettare solo 1 posto al Parlamento Europeo. Gli altri finiranno al primo non eletto della stessa lista.
Troviamo in questa lista:

Borghezio – eletto in 2 circoscrizioni (Lega Nord);

De Magistris – eletto in 4 circoscrizioni (Italia dei Valori)

Di fatti, altri 4 seggi vacanti. E diciamo vacanti non per errore o semplificazione: Borghezio e De Magistris possono infatti scegliere liberamente quale circoscrizione (ossia seggio) “accettare” e quali invece “scartare” a favore di colleghi di partito. Lo faranno secondo logiche interne al proprio movimento, non lo scopriamo certo noi.

 

Ci sono

32 ELETTI INCOMPATIBILI COLLA CARICA DI PARLAMENTARE EUROPEO:

  • 22 SEGGI CHE AUTOMATICAMENTE SONO STATI TRASFERITI A PERSONE CHE IL POPOLO NON HA ELETTO;

  • 10 SEGGI i cui legittimi titolari (ELETTI DA NOI) ci devono cortesemente far sapere se intendono avvalersene oppure no.

 

Su questo blog ci è stato fatto sapere che l’on. Silvia Costa del Partito Democratico accetterà la poltrona al Parlamento Europeo e “si dimetterà dalla carica di Assessore della Regione Lazio.

Bene.

Aspettiamo di sapere cosa ne sarà di altri 9 seggi nella stessa condizione.

Nel frattempo osserviamo che 22 seggi su 72 sono il 30,5% del totale.

IL 30% DEI VOTI VALIDI DEGLI ITALIANI NON HANNO AVUTO NESSUNO PESO IN QUESTE ELEZIONI.

 

 

Non sarà l’ultimo post di questo blog.

Ci sono altri numeri che meritano di essere diffusi con il giusto risalto.

Quelli dei votanti, dei NON votanti, di quelli che votano e non contano nulla, di quelli che votano persone che in condizioni di legalità non potrebbero neanche partecipare alla competizione elettorale.

15 giugno 2009 Posted by | Gli Eletti | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

GLI “ELETTI” AL PARLAMENTO EUROPEO

 

Elezioni concluse!

Riportiamo, dal sito del ministero,  la lista completa dei 72 eletti  assegnati ai seggi del parlamento europeo (con relativo partito e circoscrizione in cui sono stati votati).

Accanto a coloro che risultano incompatibili o eletti in più circoscrizioni, poniamo un asterisco.

Per alcuni, ovvero i parlamentari italiani, questa “demarcazione” rimarrà a futura memoria (per legge non possono abbandonare l’incarico italiano se non si sono dimessi prima dell’elezione: nessuno ha seguito questa strada).

 Per quanto riguarda gli altri seguiremo con attenzione il loro percorso, pronti ad informarvi se entro sei  mesi, come previsto dalla legge, sceglieranno di abbandonare l’incarico che ricoprono in Italia per andare a Strasburgo (come qualcuno ci ha promesso in prima persona sul blog) e, nel caso di candidature multiple, quale (o quali) circoscrizioni saranno considerate un ripiego e verranno assegnate ad altro candidato.

Considerazione numerica: i candidati eletti che presentano qualche “problema”, dall’incompatibilità alla candidatura multipla , sono ben

32 su 72!!!!!!!

 

QUASI LA META’ DEGLI ELETTI NON POSSONO RIVESTIRE LA CARICA!

 

Ecco la lista completa (seguiranno aggiornamenti con i VERI eletti):

 

                    CANDIDATO                                          PARTITO               CIRCOSCR.

 

ALBERTINI GABRIELE   

IL POPOLO DELLA LIBERTA’

1

 

ALLAM MAGDI CRISTIANO

UNIONE DI CENTRO

1

 

ANGELILLI ROBERTA

IL POPOLO DELLA LIBERTA’

3

 

ANTONIOZZI ALFREDO

IL POPOLO DELLA LIBERTA’

3

 

BALDASSARRE RAFFAELE  *

IL POPOLO DELLA LIBERTA’

4

 

BALZANI FRANCESCA

PARTITO DEMOCRATICO

1

 

BERLATO SERGIO ANTONIO

IL POPOLO DELLA LIBERTA’

2

 

BERLINGUER LUIGI

PARTITO DEMOCRATICO

2

 

BERLUSCONI SILVIO  *

IL POPOLO DELLA LIBERTA’

2

 

BERLUSCONI SILVIO  *

IL POPOLO DELLA LIBERTA’

5

 

BERLUSCONI SILVIO *

IL POPOLO DELLA LIBERTA’

1

 

BERLUSCONI SILVIO  *

IL POPOLO DELLA LIBERTA’

4

 

BERLUSCONI SILVIO  *

IL POPOLO DELLA LIBERTA’

3

 

BONSIGNORE VITO

IL POPOLO DELLA LIBERTA’

1

 

BORGHEZIO MARIO  *

 

LEGA NORD

1

 

BORSELLINO RITA DETTA RITA

PARTITO DEMOCRATICO

5

 

BOSSI UMBERTO  *

 

LEGA NORD

2

 

BOSSI UMBERTO  *

 

LEGA NORD

3

 

BOSSI UMBERTO  *

 

LEGA NORD

1

 

CANCIAN ANTONIO

IL POPOLO DELLA LIBERTA’

2

 

CARONNA SALVATORE

PARTITO DEMOCRATICO

2

 

CASINI CARLO

UNIONE DI CENTRO

3

 

COFFERATI SERGIO GAETANO

PARTITO DEMOCRATICO

1

 

COMI LARA

IL POPOLO DELLA LIBERTA’

1

 

COSTA SILVIA  *

PARTITO DEMOCRATICO

3

 

COZZOLINO ANDREA  *

PARTITO DEMOCRATICO

4

 

CROCETTA ROSARIO  *

PARTITO DEMOCRATICO

5

 

DE ANGELIS FRANCESCO  *

PARTITO DEMOCRATICO

3

 

DE CASTRO PAOLO

PARTITO DEMOCRATICO

4

 

DE MAGISTRIS LUIGI  *

DI PIETRO ITALIA DEI VALORI

2

 

DE MAGISTRIS LUIGI  *

DI PIETRO ITALIA DEI VALORI

1

 

DE MAGISTRIS LUIGI  *

DI PIETRO ITALIA DEI VALORI

3

 

DE MAGISTRIS LUIGI  *

DI PIETRO ITALIA DEI VALORI

4

 

DE MITA LUIGI CIRIACO

UNIONE DI CENTRO

4

 

DI PIETRO ANTONIO  *

DI PIETRO ITALIA DEI VALORI

4

 

DI PIETRO ANTONIO  *

DI PIETRO ITALIA DEI VALORI

5

 

DI PIETRO ANTONIO  *

DI PIETRO ITALIA DEI VALORI

1

 

DOMENICI LEONARDO 

PARTITO DEMOCRATICO

3

 

DORFMANN HERBERT

SVP

2

 

FIDANZA CARLO

IL POPOLO DELLA LIBERTA’

1

 

FONTANA LORENZO

LEGA NORD

2

 

GARDINI ELISABETTA

IL POPOLO DELLA LIBERTA’

2

 

GUALTIERI ROBERTO

PARTITO DEMOCRATICO

3

 

LA RUSSA IGNAZIO  *

IL POPOLO DELLA LIBERTA’

1

 

LA VIA GIOVANNI DETTO LAVIA  *

IL POPOLO DELLA LIBERTA’

5

 

MASTELLA MARIO CLEMENTE

IL POPOLO DELLA LIBERTA’

4

 

MATERA BARBARA

IL POPOLO DELLA LIBERTA’

4

 

MAURO MARIO WALTER

IL POPOLO DELLA LIBERTA’

1

 

MAZZONI ERMINIA

IL POPOLO DELLA LIBERTA’

4

 

MILANA GUIDO  *

PARTITO DEMOCRATICO

3

 

MOTTI TIZIANO

UNIONE DI CENTRO

2

 

PALLONE ALFREDO  *

IL POPOLO DELLA LIBERTA’

3

 

PANZERI PIERANTONIO DETTO ANTONIO

PARTITO DEMOCRATICO

1

 

PATRICIELLO ALDO

IL POPOLO DELLA LIBERTA’

4

 

PIRILLO MARIO  *

PARTITO DEMOCRATICO

4

 

PITTELLA GIOVANNI SAVERIO FURIO

PARTITO DEMOCRATICO

4

 

PRODI VITTORIO

PARTITO DEMOCRATICO

2

 

PROVERA FIORELLO  *

 

LEGA NORD

1

 

RIVELLINI ENZO  *

IL POPOLO DELLA LIBERTA’

4

 

ROMANO FRANCESCO SAVERIO DETTO SAVERIO  *

UNIONE DI CENTRO

5

 

RONZULLI LICIA

IL POPOLO DELLA LIBERTA’

1

 

SALATTO POTITO

IL POPOLO DELLA LIBERTA’

3

 

SALVINI MATTEO  *

 

LEGA NORD

1

 

SARTORI AMALIA DETTA LIA

IL POPOLO DELLA LIBERTA’

2

 

SASSOLI DAVID MARIA

PARTITO DEMOCRATICO

3

 

SCOTTA’ GIANCARLO

 

LEGA NORD

2

 

SCURRIA MARCO

IL POPOLO DELLA LIBERTA’

3

 

SERRACCHIANI DEBORA  *

PARTITO DEMOCRATICO

2

 

SILVESTRIS SERGIO PAOLO FRANCESCO  *

IL POPOLO DELLA LIBERTA’

4

 

SPERONI FRANCESCO ENRICO

LEGA NORD

1

 

SUSTA GIANLUCA

PARTITO DEMOCRATICO

1

 

TOIA PATRIZIA FERMA FRANCESCA

PARTITO DEMOCRATICO

1

 

Ultima nota di polemica: siamo sicuri che se non fosse stato permesso di candidarsi in diverse circoscrizioni e in situazione di palese incompatibilità, i partiti di riferimento dei personaggi che qui sopra vedete eletti in 2, 3 o addirittura 5 circoscrizioni avrebbero avuto lo stesso numero di voti?

Torneremo sulla questione, c’è un referendum in arrivo…

 

 

Aggiornamento del 13.6 : Francesco Enrico Speroni della Lega Nord risulta eletto in una sola circoscrizione. Lo eliminiamo dal computo degli incompatibili, ma parleremo meglio in seguito del motivo per cui inizialmente lo abbiamo incluso.

9 giugno 2009 Posted by | Gli Eletti | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 6 commenti

I NOMI DEGLI INCOMPATIBILI: ITALIA INSULARE

 

 

Ecco infine l’ultima lista dei CANDIDATI INCOMPATIBILI, che per incarichi precedenti o perché iscritti in più liste, SE ELETTI DOVRANNO RINUNCIARE ALLA CARICA (mandando quindi al Parlamento Europeo un NON ELETTO DAL POPOLO).

 

Vi presentiamo da ultimo la

 

Circoscrizione ITALIA INSULARE

(comprende Sicilia e Sardegna )

 

POPOLO DELLE LIBERTA’

1 Silvio Berlusconi (Pres. del Consiglio)

3 Michele Cimino (Assessore Regione Sicilia)

5 Giovanni La Via (Assessore Regione Sicilia)

 

PARTITO DEMOCRATICO

2 Francesca Barracciu (Consigliere Regionale)

3 Giovanni Barbagallo (Parlamentare dell’Ass. Reg. Sicilia)

5 Rosario Crocetta (Sindaco di Gela)

 

LEGA NORD

1 Umberto Bossi (Parlamentare) 

ITALIA DEI VALORI

 1 Leoluca Orlando (Parlamentare)

2 Antonio Di Pietro (Parlamentare)

3 Sonia Alfano (candidata in più circoscrizioni)

6 Luigi De Magistris (candidato in più circoscrizioni)

 

UNIONE DEMOCRATICI CRISTIANI

1 Francesco Saverio Romano (Parlamentare)

2 Giuseppe Naro (Parlamentare)

3 Antonello Antinoro (Parlamentare Ass. Reg. Sicilia)

 

LISTA COMUNISTA E ANTICAPITALISTA

1 Margherita Hack (candidata in più circoscrizioni)

2 Giusto Catania (candidato in più circoscrizioni)

 

LISTA PANNELLA BONINO

1 Marco Pannella (candidato in più circoscrizioni)

2 Emma Bonino (Parlamentare)

4 Aldo L. Rossi (candidato in più circoscrizioni)

 

SINISTRA E LIBERTA’

1 Nichi Vendola (Presidente Regione Puglia)

2 Claudio Fava (candidato in più circoscrizioni)

 

LA DESTRA – MPA – PENSIONATI

2 Giovanni Di Mauro (Parlamentare Ass. Reg. Sicilia)

4 Raffaele Lombardo (Governatore Regione Sicilia)

5 Carmelo Lo Monte (Parlamentare)

6 Francesco Musotto (Parlamentare Ass. Reg. Sicilia)

6 giugno 2009 Posted by | Liste Candidati | , , , , , , , , , , , | Lascia un commento