Europee 2009: per una politica pulita

Basta truffe!

GLI ITALIANI AL PARLAMENTO EUROPEO – 4

 

Una breve premessa, prima di  analizzare la Circoscrizione Insulare.

Oggi  22 luglio 2009, abbiamo, rispetto alla data in cui pubblicammo le 3 circoscrizioni già trattate, la effettiva composizione del  nuovo Parlamento Europeo, che si è insediato il 14 luglio 2009 (ecco il sito ufficiale con le varie circoscrizioni).

Possiamo finalmente parlare di dati certi (anche se qualche piccolo cambiamento nei prossimi sei mesi è sempre possibile,ci terremo  aggiornati). E’ doveroso, da parte nostra, rivelare la definitiva soluzione di alcune candidature che avevamo lasciato in sospeso, e correggere qualche inesattezza.

Lo faremo, il prima possibile, in un post di aggiornamento su queste 3 circoscrizioni .

 

CIRCOSCRIZIONE INSULARE

 

Il  POPOLO DELLE LIBERTA’ ha ottenuto 2 seggi.

Primo eletto con 365.588 voti è il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ovviamente incompatibile.

365.000 voti su circa 900.000 totali del PDL  ottenuti in questa circoscrizione: il 41%. Voti dispersi, o meglio, passati ad altro candidato ingannando gli elettori.

Il secondo ad aver preso più voti dopo Berlusconi, è Giovanni La Via, che ha sciolto la propria incompatibilità dimettendosi dalla carica di Assessore Regionale che rivestiva in Italia, ed è divenuto europarlamentare il 14 luglio.

Il primo dei non eletti,colui che andrà a sostituire Berlusconi,  è Salvatore Iacolino (141.000 voti circa).

Da segnalare anche che il secondo dei non eletti, Cimino (124.000voti), è assessore regionale, dunque incompatibile al momento della candidatura.

 

Il  PARTITO  DEMOCRATICO  porta due parlamentari in europa.

Sono Rita Borsellino (230.000voti) e Rosario Crocetta (151.000 voti) ,che si è dimesso dalla carica di Sindaco di Gela che ricopriva.

Notiamo come i primi due non eletti, Barracciu ( 117.000) e Barbagallo (68.000) siano entrambi consiglieri regionali.

 

Anche l’ITALIA DEI VALORI  fa sedere un suo parlamentare in Europa.

Si tratta di Giommaria Uggias con 17.401 voti.

Le preferenze sembrano poche, ed effettivamente Uggias è il quinto nell’IDV in quanto a voti ricevuti, e tra i non eletti di TUTTI i partiti (anche quelli che non hanno superato lo sbarramento) è uno dei candidati che ha ottenuto meno voti in assoluto.

Come si è arrivati dunque a lui?      

Il  primo ad aver raccolto più preferenze è Antonio di Pietro (59.000 voti), che da parlamentare incompatibile  “passa”  la sua elezione ad un altro parlamentare, Leoluca Orlando (54.000 voti).Anche Orlando è incompatibile, così come  i due candidati più votati che lo seguono, e che  non possono quindi accettare l’elezione. Luigi De Magistris (34.000) e Sonia Alfano (27.000) infatti si sono candidati in più circoscrizioni, e hanno deciso di sedere nell’europarlamento scegliendo rispettivamente la circoscrizione nord-orientale e quella nord-occidentale,considerando quella insulare un ripiego….ma l’avevano detto agli elettori in campagna elettorale? E se avessero dichiarato le loro reali intenzioni, come sarebbe corretto fare, avrebbero preso gli stessi voti?

Se sommiamo i voti andati agli incompatibili dell’IDV, otteniamo  il ragguardevole numero di  172.963 voti, su un totale di 186.560 :

                         il 92% !!!!!

 

L’ultimo europarlamentare eletto nelle isole appartiene all’UNIONE DI CENTRO .

Il primo eletto è Romano Saverio (111.000 voti, il 43% del totale), che essendo parlamentare “scarica” l’elezione su  Antonello Antinoro (71.000).Quest’ultimo si è dimesso dalla carica di consigliere regionale e ed è diventato parlamentare europeo.

Tra le file dei  candidati dell’UDC, l’altro parlamentare presente, Giuseppe Naro, ha ottenuto 33.000 voti e risulta il terzo dei non eletti.

 

Breve analisi dei partiti che non hanno conquistato neanche un seggio:

  • Umberto  Bossi, della  LEGA NORD , ha  preso  poco più di 2000 voti. Essendo parlamentare, era un candidato incompatibile.
  • Nella LISTA COMUNISTA E ANTICAPITALISTA  Margherita Hack è la prima non eletta (19.000 voti): era candidata in più circoscrizioni.
  • Anche i primi due non eletti della LISTA PANNELLA-BONINO sono incompatibile: la Bonino (22.000 voti) è parlamentare, Pannella (12.000) risulta iscritto in più circoscrizioni (insieme raccolgono circa l’80% dei voti totali della lista)
  • La lista SINISTRA e LIBERTA’ presenta i primi due non eletti  come candidati incompatibili: Fava, candidato in più circoscrizioni, ottiene circa 18.000 voti, e Vendola, presidente della regione Puglia, 16.266 (insieme raccolgono quasi il 60% dei voti totali).
  • Infine, nella lista LA DESTRA/MPA/PENSIONATI (che ha raccolto in questa circoscrizione più del 12% delle preferenze!), il  primo dei non eletti è il presidente della Regione  Raffaele Lombardo , che supera i 200mila voti (66% del totale); lo segue il parlamentare Lo Monte(74.000). Si posizionano quarti e quinti per numero di voti, i due consiglieri regionali Di Mauro (56.000) e Musotto (44.000).

 

 

Eccoci alle considerazioni e ai numeri finali:

PIU’ DI 830MILA VOTI, IL 33% DEL TOTALE, SONO STATI DESTINATI A CHI NON AVREBBE DOVUTO NEANCHE PRESENTARSI A QUESTE ELEZIONI.

Infatti:

3 ELETTI SU 6 (LA META’!!!!!) NON POSSONO ACCETTARE LA CARICA…

Per quanto concerne i sostituti dei 3 ineleggibili: uno è parlamentare, due hanno scelto altre circoscrizioni in cui essere eletti, uno ricopriva la carica di  consigliere regionale, e si è dimesso per andare in Europa.

 

2 ELETTI SU 6 RICOPRIVANO UNA CARICA INCOMPATIBILE, CHE HANNO ABBANDONATO DOPO LA CERTEZZA DELL’ELEZIONE IN EUROPA.

L’unica  eletta (ribadiamo, su 6!!) che non presentava   problemi di incompatibilità al momento della candidatura  è Rita Borsellino.

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22 luglio 2009 Posted by | Gli Eletti | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

GLI ITALIANI AL PARLAMENTO EUROPEO -3

 

CIRCOSCRIZIONE NORD-ORIENTALE

 

 

Il  POPOLO DELLE LIBERTA’  ha ottenuto 5 seggi.

 

Primo eletto, immancabilmente, è  il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi con 391MILA voti.

391MILA voti su 1MILIONE 800MILA voti totali che il PDL ha ottenuto in questa circoscrizione: in termini percentuali, il 22% dei voti andrà ad un candidato non eletto dal popolo. Proseguendo con la nostra analisi, vedremo che tale percentuale  è destinata a salire.

Il secondo che ha ottenuto più voti è Elisabetta Gardini, con 79mila voti.

Seguono, nell’ ordine: Berlato  (58mila voti),  Sartori  (56mila voti) e  Cancian (51mila voti).

Chi è il primo dei non eletti a beneficiare dell’incompatibilità di Berlusconi?

In questo caso, la lista dei non eletti è emblematica: il primo ad aver preso più voti è Collino (46.983), che in quanto parlamentare scarica la sua (non) elezione su Biancofiore (30.155 voti), parlamentare anch’ella, che lascia il posto a Balboni (9.890), anch’egli parlamentare e quindi impossibilitato a ricoprire l’incarico per legge.

Colui che andrà a sostituire il posto vacante di Berlusconi è quindi il QUARTO (!!!!!!!) dei non eletti, tal Paniz, che ha ottenuto il “ragguardevole” bottino di 8.379 voti, ovvero BEN 383MILA VOTI IN MENO DEL CANDIDATO ELETTO CHE VA SOSTITUIRE.

Per puro calcolo statistico, sommiamo i voti di coloro che via via hanno fatto scivolare la loro elezione fino a Paniz: i voti totali di Berlusconi, Collini, Biancofiore, Balboni, sono 478.300, il   27 % delle preferenze assegnate.

 

Quasi un voto su tre assegnato al PDL nella circoscrizione nord-est, non trova riscontro nell’effettiva assegnazione dei seggi europei.

 

 

Il   PARTITO DEMOCRATICO ha ottenuto 4 seggi.

 

Gli eletti sono Serracchiani con 144mila voti, Prodi  con circa 100mila voti, Berlinguer (81mila voti), e   Caronna che raccoglie 75mila preferenze.

In questo caso nessuno dei candidati eletti presenta incompatibilità o candidature multiple: resta infatti esclusa  Laura Puppato, incompatibile perché  sindaco di Montebelluna , che è la prima dei non eletti.

 

 

La LEGA NORD ha ottenuto 3 seggi.

 

Il primo eletto, con 138mila voti (12%del totale), è Umberto Bossi, ministro e parlamentare (dunque incompatibile), oltre che pluricandidato. Vedremo chi lo andrà a sostuire.

Fontana, con  52mila voti, e  Scottà con 45mila, seguono il senatùr in quanto a preferenze raccolte.

Il primo dei non eletti che dovrebbe sostituire Bossi è Bizzotto, con 34mila voti, attualmente consigliere regionale e quindi, a meno di dimissioni dall’attuale inacarico, incompatibile.

Lo segue Ciambetti con 26mila voti, a sua volta cosnigliere regionale e quindi incompatibile fino a nuove decisioni.

Dobbiamo arrivare al terzo dei non eletti per sapere chi, ad oggi, sostituirà Bossi: si tratta di Luciano Maroni , che prende poco meno di 21mila voti.

Poiché , ad UN MESE dalle elezioni, il sito della Lega non informa i suoi elettori delle decisioni che prenderanno i due candidati incompatibili sopra indicati, momentaneamente li computiamo tra i voti “persi”, che sommati a quel 12 % di Bossi, vanno a costituire un 17% del totale.

Aspettiamo fiduciosi .

 

 

L’ITALIA DEI VALORI ha ottenuto un seggio.

 

Il primo eletto è Luigi De Magistris con poco più di 71mila voti.

Candidato anche in altre 3 circoscrizioni(quella centrale, quella meridionale e quella insulare), De Magistris ha comunicato di aver optato proprio per la circoscrizione nord orientale.

I primi due non eletti , sono Antonio di Pietro (57.249 voti), parlamentare e dunque incompatibile, e Sonia Alfano (26.011 voti), candidata in più circoscrizioni, che ha optato per il nord-ovest.

 

 

Infine, ricordiamo che l’Unione di Centro elegge un solo candidato, Motti con 18.354, mentre l’SVP (autonomisti Sud Tirolo) porta nell’europarlamento Dorfmann (84.551 voti).

 

 

Sono interessanti anche alcuni dati riferiti a partiti che , non avendo superato il quorum, non hanno ottenuto neanche un seggio in europa:

  • nella Lista comunista e anticapitalista, il segretario del Partito dei Comunisti Italiani Oliviero Diliberto supera le 12MILA preferenze (essendo però candidato in più circoscrizioni, risultava anch’egli incompatibile)
  • nella lista Pannella Bonino, invece, Emma Bonino sfiora le 49MILA preferenze su 164MILA voti totali (da sola la parlamentare – e quindi incompatibile – raccoglie cioè il 30% del totale del suo partito) . Marco Pannella supera le 11mila (va detto che come Diliberto, anche lui era candidato in più circoscrizioni) , e anche gli altri due candidati che lo seguono in quanto a voti ottenuti (Marco Cappato -5.202 voti- e  Schett Welby – 2.438-) risultano candidati in più circoscrizioni.
  • La lista “Sinistra e Libertà” ha ottenuto circa 135mila voti: Kusstatscher , con 18.353 voti, è colui che raccoglie più preferenze. Lo segue Nichi Vendola (17.015voti), incompatibile in quanto Presidente della Regione Puglia.

 

 

Siamo arrivati alle conclusioni:

Rimane eclatante l’elezione di Paniz , che sostituisce l’incompatibile Berlusconi. La possibilità che un candidato con 8.000 voti ne vada a sostituire uno che ne ha presi 391.000, dà l’esatta  dimensione di quanto sia assurda, ingannevole e scorretta nei confronti degli elettori l’attuale modalità di presentazione delle liste.

Anche il numero di voti presi da un parlamentare, Balboni (meno di 10.000 preferenze), sembrerebbe una particolarità. La spiegazione di come ciò possa accadere è la stessa fornita nel post precedente che analizza i dati dell’ Italia Centrale.

 

Anche in questo caso, è impressionante il dato che si ottiene sommando le preferenze accordate a candidati incompatibili o presentatisi in più circoscrizioni:

PIU’ DI 970MILA VOTI, IL 15% DEL TOTALE, SONO STATI DESTINATI A CHI NON AVREBBE DOVUTO NEANCHE PRESENTARSI A QUESTE ELEZIONI.

Inoltre

2 ELETTI SU 15 PER LEGGE NON POSSONO ACCETTARE LA CARICA…

E per quanto concerne i sostituti dei 2 ineleggibili, ben 3 sono parlamentari e quindi a loro volta impossibilitati ad accettare la carica, e 2 non hanno ancora comunicato se si dimetteranno dagli incarichi che attualmente li rendono incompatibili.

13 luglio 2009 Posted by | Gli Eletti | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

GLI ITALIANI AL PARLAMENTO EUROPEO – 1

 

[archiviato il referendum, torniamo al nostro amato Parlamento Europeo…avevamo promesso degli approfondimenti sugli eletti, e puntualmente da oggi ve li forniremo]

Ci sono diverse situazioni da evidenziare, secondo noi meritano attenzione.

Iniziamo dal nord, stavolta.

 

 

CIRCOSCRIZIONE NORD-OVEST

 

Il POPOLO DELLA LIBERTA’ ha ottenuto 8 seggi.

Primo eletto naturalmente è risultato il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: 628MILA voti per lui.

Altrettanto prevedibilmente, secondo si è piazzato il Ministro Ignazio La Russa, con 223MILA preferenze.

Come vi abbiamo spiegato nei giorni precedenti le elezioni, questi 850mila voti si sono riversati sugli altri candidati, nel senso che due NON eletti dai cittadini verranno investiti del ruolo di parlamentare europeo.

850MILA voti su 2MILIONI900MILA: circa il 30%. Voti dispersi, o se volete voti garantiti al partito con il “trucco” della candidatura di incompatibili.

Concentriamoci sugli eletti, dunque.

Niente da dire su Mauro, Albertini, Comi, Bonsignore, Ronzulli e Fidanza (sesto eletto con meno di 27 mila preferenze).

Chi ha beneficiato dunque dei voti (e della poltrona) di Berlusconi e La Russa?

Cristiana Muscardini (ex Alleanza Nazionale): eletta con 26mila preferenze personali, un decimo di quelle di La Russa

e

Iva Zanicchi (proprio lei!): eletta con 22mila preferenze.

 

Il PARTITO DEMOCRATICO ha ottenuto 5 seggi, andati regolarmente ai primi 5 candidati in ordine di preferenze ottenute. Per la cronaca, si tratta di Cofferati, Toia, Panzeri, Susta e Balzani.

 

La LEGA NORD ha ottenuto anche lei 5 seggi, ma nel suo caso occorre qualche precisazione e qualche conto.

Primo eletto, con più di 170MILA preferenze, è infatti Umberto Bossi, ministro e parlamentare. Come per Berlusconi e La Russa, non eleggibile.

Secondo eletto Matteo Salvini, parlamentare anch’egli: 70MILA preferenze incamerate e da “passare” a un collega di partito.

240MILA preferenze per due parlamentari, su un totale di 1MILIONE 600MILA: il 15% dei voti.

Terzo è risultato Mario Borghezio (il quale risultava candidato in più circoscrizioni, ma eletto solo in questa): in ogni caso, sono state 48MILA le preferenze per lui.

Quarto risulta invece Fiorello Provera, ex presidente della provincia di Sondrio, con le sue 27MILA preferenze.

Quinto infine Francesco Speroni, che come Borghezio, pur essendosi candidato in più circoscrizioni è risultato eletto solo in questa, motivo per cui le sue 19MILA preferenze non vanno considerate “regalo” per i colleghi non eletti.

Veniamo ai sostituti degli ineleggibili:

Oreste Rossi, primo dei non eletti e dunque in teoria ripescato, sul suo sito personale dichiara a quanto pare di voler accettare la carica: ha 6 mesi di tempo per dimettersi da Consigliere Regionale del Piemonte, e portare a Strasburgo le sue 14MILA preferenze;

Nulla da dire su Sonia Viale, eletta anche lei con sole 14MILA preferenze.

Qualora Rossi dovesse rifiutare, risulterebbe eletto Roberto Pedretti, con 13MILA preferenze.

 

L’ITALIA DEI VALORI ha ottenuto due seggi, entrambi assegnati a candidati incompatibili, per motivi diversi:

Luigi De Magistris, in quanto candidato in più circoscrizioni che ha scelto quella del Nord-Est, rinunciando a 86MILA preferenze;

Antonio Di Pietro, in quanto parlamentare, conferisce ai colleghi di partito più di 81MILA preferenze;

167MILA su 636MILA: il 26%.

eletti risultano dunque Sonia Alfano (anche lei candidata in più circoscrizioni, ne riparleremo) con 28MILA e

Gianni Vattimo con poco meno di 15MILA (più del quarto e quinto eletti della Lega Nord, dunque).

 

Infine l’Unione Di Centro, che elegge Magdi Cristiano Allam con 39MILA preferenze, mentre resta fuori Emanuele Filiberto che pure ne ha raccolte più di 22MILA.

 

 

Quanto ai partiti che non hanno conquistato neppure un seggio, non avendo superato il quorum, ci sono alcuni dati significativi:

  • nella Lista comunista e anticapitalista, Margherita Hack supera le 23MILA preferenze e Vittorio Agnoletto le 21MILA (entrambi però erano candidati in più circoscrizioni);
  • nella lista Pannella Bonino, invece, Emma Bonino supera le 70MILA preferenze su 251MILA voti totali (da sola la parlamentare – e quindi incompatibile – raccoglie cioè quasi il 28% del totale).

 

 

Eccoci finalmente alle prime conclusioni:

grazie ai voti di Berlusconi e La Russa, risultano elette due candidate, Cristiana Muscardini e Iva Zanicchi, che per preferenze ricevute si piazzano dietro rispettivamente a 3 e addirittura 5 CANDIDATI NON ELETTI del Partito Democratico, ma nel caso della Zanicchi persino dietro a Emanuele FilibertoMargherita Hack;

alcuni dei candidati che avevamo segnalato in quanto incompatibili hanno ottenuto risultati piuttosto scadenti. Ci dispiace “infierire” (stiamo pur sempre parlando del partito più votato), ma nel Popolo della Libertà ci sono ben 4 PARLAMENTARI (che in quanto tali dovrebbero essere radicati sul territorio, quindi riconosciuti, quindi votati) che invece risultano NON ELETTI, e anche con scarti sensibili: Laura Ravetto, deputata (meno di 8MILA PREFERENZE); Giuseppe Menardi, Senatore (APPENA 7MILA PREFERENZE); Valentina Aprea, deputata (6MILA500 preferenze); e addirittura ELENA CENTEMERO, deputata, che raccoglie la miseria di 1.731 PREFERENZE, ULTIMA NELLA SUA LISTA;

Nell’Unione di Centro, LUCA VOLONTE’ (Presidente del gruppo UDC alla Camera) viene superato addirittura da Emanuele Filiberto.

Crediamo di poter fornire una spiegazione piuttosto agevole: la nostra Camera dei Deputati viene costituita attraverso il procedimento delle liste bloccate e della cooptazione (le candidature in più circoscrizioni dei Leader di partito, che prontamente lasciano il posto ai non eletti…). Succede che diversi Parlamentari non siano eletti realmente dal popolo. Di più: alcuni si ritrovano nelle liste di un Partito per decisione della dirigenza dello stesso, senza aver mai ricevuto un consenso reale in termini di preferenze. Sono questi stessi parlamentari ad andare incontro a figuracce nelle elezioni del Parlamento Europeo (pur restando invariato il sistema delle liste bloccate e della candidatura in più circoscrizioni…).

 

Infine un dato impressionante: sommando le preferenze dei candidati eletti in più circoscrizioni (quelli cioè che hanno “rifiutato” il seggio ottenuto in questa circoscrizione – pur avendo superato il quorum) e di quelli incompatibili perché parlamentari, presidenti di provincia, sindaci di città con più di 15mila abitanti, assessori e consiglieri regionali (siano essi stati eletti o meno, i loro voti sono pur sempre voti non pienamente legittimi, visto che nel migliore dei casi dovrebbero dimettersi da una carica), otteniamo

 

QUASI 1 MILIONE 500MILA VOTI, IL 17%, SONO STATI DESTINATI A CHI NON AVREBBE DOVUTO NEANCHE PRESENTARSI A QUESTE ELEZIONI

ma soprattutto

6 ELETTI SU 21 PER LEGGE NON POSSONO ACCETTARE LA CARICA!

(potrebbero diventare 7 nel caso in cui Oreste Rossi della Lega Nord scegliesse di rimanere al Consiglio Regionale del Piemonte)

30 giugno 2009 Posted by | Gli Eletti | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 2 commenti

REFERENDUM: QUORUM NON RAGGIUNTO

 

«Gli italiani fanno schifo e l’Italia fa schifo perchè non vuole essere moderna. Hanno vinto quelli che vogliono vivere alle spalle degli altri»

Francesco Speroni, LEGA NORD, dopo aver appreso il risultato del referendum sulla devolution del 2006*.

 

Questi sono I PARTITI POLITICI: oggi mi serve il referendum? viva il referendum! bastardo chi mi vota contro! bastardo chi invita all’astensione!

Domani non voglio il referendum? Che ci vuole, faccio la campagna più aspra che si ricordi per incitare all’astensione, e a risultati ottenuti esulto come avessi vinto al Superenalotto.

 

E allora eccoli, sentite quegli stessi politici [dal Corriere della Sera]: «Anche nei momenti più difficili e drammatici, noi siamo capaci di vincere perché la gente è con noi» ha detto il leader del Carroccio Umberto Bossi. «Messa come l’avevano messa, il risultato del referendum è una nostra vittoria» è il commento di Roberto Calderoli.

Perché allora abbiamo fatto la campagna CONTRO L’ASTENSIONE fino all’ultimo secondo?

Per questo.

Perché l’astensione è la sconfitta della democrazia, e la vittoria dei partiti.

 

Siamo estremisti? No: guardate qui quanti vincitori per il risultato di oggi.

UNODUETRE

Abbiamo addirittura 3 PARTITI DIVERSISSIMI TRA LORO CHE SI AUTOCELEBRANO COME VINCITORI!

ma vi rendete conto?

 

e non è tutto.

Cos’altro avevamo detto? che qualche politico avrebbe sicuramente attaccato l’istituto del referendum. Magari addirittura qualche politico di un partito che ha preteso di votare il 21 e 22 giugno e sperperato centinaia di milioni di euro per questo.

Ebbene.

ROBERTO MARONI, ancora dal Corriere della Sera: «Mi riservo – ha annunciato il titolare del Viminale – di avanzare nei prossimi giorni» una proposta per «riformare l’articolo 75 della Costituzione e la legge attuativa dei referendum».

 

Gli italiani non fanno schifo. No.

Sono solo strumentalizzati, e devono imparare a non affidarsi sempre alla strada più breve e alle furberie.

Per non ritrovarsi con una sola strada, quella che ALTRI hanno scelto per loro, proprio quando avrebbero voluto percorrere l’altra.

 

COSTRUIAMO UNA POLITICA DIVERSA, UNA POLITICA PULITA.

 

 

*l’intuizione sulla famigerata dichiarazione di Speroni è di Antonello Piroso. Lo ringraziamo per averci dato l’ispirazione.

22 giugno 2009 Posted by | Referendum | , , , , , , , , , , , , , , , , | 4 commenti

INTENZIONI DI VOTO NUMERO 2

 

[prima di tutto un aggiornamento: il post con la raccolta di opinioni trovate in giro per la rete – e in particolare su wordpress – è in costante aggiornamento. Potete seguirlo consultando questo link diretto]

e ora le intenzioni di voto, seconda puntata.

 

Al  referendum del 21 e 22 giugno voterò tre si.

 

Non è stata una scelta facile, anzi…

e difficile sarà anche argomentarla, senza sembrare ingenuo.

 

Ho sempre dato per scontato di andare a votare, per questione di principio: il voto è un dovere civico. Mi sento cittadino anche in quanto voto.

Nel caso del referendum, il tutto è amplificato dal possibile effetto: intervenire direttamente su una legge (e io interverrei su moltissime). 

L’astensione non è una scelta politica: è un surrogato del disimpegno e del disinteresse. E fa gioco, comunque la si ponga, alla posizione di qualche partito. Il che dovrebbe far riflettere gli stessi elettori, a maggior ragione quando si dicano sfiduciati nel sistema politico.

Vado oltre: la sinistra italiana in questo particolare momento storico dovrebbe agire in senso opposto, lavorando per recuperare l’impegno civile anziché lasciandosi ingolosire dall’utilitarismo che sta dietro all’invito a disertare le urne. Non si può utilizzare a proprio vantaggio una pratica che storicamente ha fruttato sempre ai partiti più populisti, se ci si vuole porre come rappresentanti di chi non accetti banalizzazioni della realtà o peggio ancora semplificazioni della stessa.

 

Detto questo, i mie primi due si vanno spiegati. 

A differenza del mio amico, non sono spaventato dall’anomalia Berlusconi. Uno perché mi sembra in fase calante (e le ultime vicende lo confermano), due perché non è lui che usufruirebbe di una vittoria del si.

Non voglio dilungarmi sulla scelta lungimirante che potrebbe stare dietro ad un si e dietro alla volontà di far prevalere un sistema maggioritario puro. Non mi dilungherò perché non lo penso affatto.

Credo che questo referendum non sia stato capito: si tratta di uno strumento monco, perché così lo ha voluto la nostra stessa Costituzione. Gli elettori possono soltanto abrogare parti di una legge, senza riscriverla. Di fronte a questa normativa, e di fronte a questo porcellum elettorale, sfido tutti quanti a presentare dei quesiti referendari che abbiano un senso, potendo solo cancellare qualche parola qua e là.

A mio modo di vedere, il Comitato Promotore aveva come unico scopo quello di dare una spallata alla legge elettorale, e ha trovato come unico sbocco quello di utilizzare il sistema maggioritario come specchietto per le allodole.

Personalmente non credo che in caso di affermazione del si, il Parlamento accetterebbe di arrivare alle prossime elezioni con la legge uscita dal referendum. Non lo accetterebbe la Lega, di sicuro. E quindi anche a voler pensare che nel PDL si potrebbe scegliere di utilizzare la nuova legge per liberarsi della Lega, effetto immediato sarebbe la caduta del Governo.

 

A conti fatti: da un lato la caduta del Governo, dall’altro la presentazione di una nuova legge elettorale. In entrambi i casi credo che la situazione gioverebbe all’Italia.

Sulla caduta del Governo non credo di dire nulla di clamoroso: basta mettere insieme questi pezzi del puzzle: UNO (Berlusconi è sotto ricatto), DUE (la Lega ha ricattato il Governo perché votando il 7 giugno sarebbe stato più facile che si raggiungesse il quorum), TRE (la Lega sembra essere pronta alla rottura con la destra del PDL – leggasi quello che si chiamava Alleanza Nazionale).

Si tratta di arrivare all’esautoramento della Lega (che a mio modo di vedere è un partito pericoloso per le sue derive razziste) oppure alla necessità di scrivere una legge nuova e diversa da quella attuale (perché non credo che la maggioranza si prenderebbe la responsabilità di riscriverla uguale, andando contro il risultato del referendum dopo pochi mesi).

E peraltro non credo al timore di scomparsa dei partiti della sinistra cosiddetta radicale: anche in caso di vittoria del si e di voto anticipato con la nuova legge elettorale, basterebbe decidersi a unificare la neonata Sinistra e Libertà e i due partiti comunisti per superare lo sbarramento. Dunque non cedo agli allarmismi.

 

Sul si al terzo quesito ha detto tutto il post precedente. Condivido in pieno. La cooptazione, in base a cui alla Camera siedono persone che hanno beneficiato delle candidature multiple dei personaggi più influenti del partito, è una pratica vergognosa.

 

Politica Pulita 2

20 giugno 2009 Posted by | Uncategorized | , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 4 commenti

Parlamento Europeo: 32 SEGGI SU 72 sono VACANTI

Cinque giorni dal voto e già l’attenzione è crollata.

Ne abbiamo sentite tante, eppure…

Si è parlato del mancato plebiscito di Berlusconi. Della crescita della Lega Nord. Dell’ascesa dell’Italia dei Valori. Del crollo (talmente atteso che sembra non esserci stato, a leggere i commenti) del Partito Democratico.

Eppure ci sono 32 SEGGI SU 72 che ad oggi risultano VACANTI.

 

Nell’ultimo post abbiamo scritto soltanto i nomi degli incompatibili e di coloro che potrebbero non sedere mai al Parlamento Europeo.
Andiamo a vedere nel dettaglio il motivo.

 

Prima di tutto ci sono 9 eletti che PER LEGGE non possono essere Parlamentari Europei, e che quindi hanno incamerato centinaia di migliaia di voti senza avere I REQUISITI LEGALI per partecipare alle elezioni. Alcuni di loro però hanno accumulato persino più di un seggio.
Eccoli, i recordmen:

Silvio Berlusconi: eletto in 5 circoscrizioni

Antonio Di Pietro: 4 circoscrizioni

Umberto Bossi: 3 circoscrizioni

 

Gli altri parlamentari che risultano eletti:

La Russa, Rivellini, Silvestris (Popolo Della Libertà);

De Castro (Partito Democratico);

Salvini (Lega Nord);

Romano (Unione Di Centro)

Questi 18 posti – su 72 spettanti all’Italia nel Parlamento Europeo – per legge spettano dunque al primo non eletto della stessa lista. Come se il voto dei cittadini fosse “travasabile” su altri candidati.

 

In seconda battuta ci sono quei politici che siano assessori regionali, consiglieri regionali, sindaci, presidenti di provincia. Questi hanno 6 MESI DI TEMPO per scegliere se dimettersi dalla carica che già ricoprono e accettare la poltrona al Parlamento Europeo.
Eccoli:

Pallone, Baldassarre, La Via (Popolo della Libertà);

Costa, Milana, De Angelis, Cozzolino, Pirillo, Crocetta (Partito Democratico);

Provera (Lega Nord)

Altri 10 seggi (e parliamo di persone ELETTE dai cittadini) che ad oggi risultano incerti.

Fanno 28.

 

Da ultimo, ci sono quei candidati che, presentandosi in più di una circoscrizione, pur senza essere di per sé incompatibili finiscono per diventarlo nel momento in cui vengono eletti. Ci sono cioè persone che sono state votate da cittadini di circoscrizioni diverse, e che naturalmente possono accettare solo 1 posto al Parlamento Europeo. Gli altri finiranno al primo non eletto della stessa lista.
Troviamo in questa lista:

Borghezio – eletto in 2 circoscrizioni (Lega Nord);

De Magistris – eletto in 4 circoscrizioni (Italia dei Valori)

Di fatti, altri 4 seggi vacanti. E diciamo vacanti non per errore o semplificazione: Borghezio e De Magistris possono infatti scegliere liberamente quale circoscrizione (ossia seggio) “accettare” e quali invece “scartare” a favore di colleghi di partito. Lo faranno secondo logiche interne al proprio movimento, non lo scopriamo certo noi.

 

Ci sono

32 ELETTI INCOMPATIBILI COLLA CARICA DI PARLAMENTARE EUROPEO:

  • 22 SEGGI CHE AUTOMATICAMENTE SONO STATI TRASFERITI A PERSONE CHE IL POPOLO NON HA ELETTO;

  • 10 SEGGI i cui legittimi titolari (ELETTI DA NOI) ci devono cortesemente far sapere se intendono avvalersene oppure no.

 

Su questo blog ci è stato fatto sapere che l’on. Silvia Costa del Partito Democratico accetterà la poltrona al Parlamento Europeo e “si dimetterà dalla carica di Assessore della Regione Lazio.

Bene.

Aspettiamo di sapere cosa ne sarà di altri 9 seggi nella stessa condizione.

Nel frattempo osserviamo che 22 seggi su 72 sono il 30,5% del totale.

IL 30% DEI VOTI VALIDI DEGLI ITALIANI NON HANNO AVUTO NESSUNO PESO IN QUESTE ELEZIONI.

 

 

Non sarà l’ultimo post di questo blog.

Ci sono altri numeri che meritano di essere diffusi con il giusto risalto.

Quelli dei votanti, dei NON votanti, di quelli che votano e non contano nulla, di quelli che votano persone che in condizioni di legalità non potrebbero neanche partecipare alla competizione elettorale.

15 giugno 2009 Posted by | Gli Eletti | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

IO VOTO LEGA NORD! BRAVO! INFATTI LA LEGA…

BossiMiroballo

Gli elettori del collegio dell’Italia Centrale troveranno al numero 1 della lista della Lega Nord il Senatùr Umberto Bossi.

Sanno gli elettori che Bossi non andrà mai al Parlamento Europeo?

Chi dovesse votarlo, eleggerebbe Francesco Miroballo, segretario per la regione Umbria del partito.

p.s. scusateci ma del sig. Miroballo non è reperibile neanche una foto in rete. Sarà per questo che la Lega lo nasconde dietro Bossi e Borghezio (numero 2 della lista, candidato in più circoscrizioni)?

3 giugno 2009 Posted by | Candidati incompatibili | , , , , , , , , , | Lascia un commento