Europee 2009: per una politica pulita

Basta truffe!

GLI ITALIANI AL PARLAMENTO EUROPEO – 2

 

Eccoci alla seconda tappa del nostro viaggio tra gli eletti al Parlamento Europeo…non seguiremo però il criterio geografico.

Oggi parliamo della Circoscrizione Centro.

 

 

CIRCOSCRIZIONE CENTRO

 

Il POPOLO DELLA LIBERTA’ ha ottenuto 6 seggi.

Primo eletto naturalmente è risultato il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: quasi 612MILA voti per lui.

612MILA voti su 2MILIONI345MILA: il 26% del totale del suo partito. E come sappiamo, sono voti che andranno automaticamente agli altri candidati. Vediamo chi. 

Seconda più votata è risultata Roberta Angelilli, con 131MILA preferenze.

Dopo di lei Marco Scurria, con quasi 119mila voti. 

Quarto per numero di voti (quasi 110mila) risulta invece Alfredo Antoniozzi, a cui viene confermato il ruolo di Parlamentare Europeo, non risultando incompatibile secondo la legge elettorale in vigore (pur ricoprendo l’incarico di Assessore del Comune di Roma): ad onor del vero, nel periodo 2004-2009 il doppio incarico non gli ha impedito di essere presente al 66% delle sedute del Parlamento Europeo. Nulla da dire, dunque. 

Alfredo Pallone, quinto per numero di voti e quindi teoricamente eletto (scelto da quasi 109mila persone), è invece Consigliere Regionale. Come abbiamo già detto altre volte, per legge ha 6 mesi di tempo per scegliere quale dei due incarichi abbandonare. Il suo sito internet ad oggi non dice nulla (sulla homepage campeggia ancora l’invito a votarlo il 6 e 7 giugno…), resteremo vigili…

L’ultimo eletto allora è Potito Salatto, del quale molti conosceranno benissimo il curriculum (esponente storico della DC): i suoi 78mila elettori tuttavia non avranno votato “a vuoto”, essendo egli nella condizione di accettare l’incarico.

Chi sarà il primo non eletto, beneficiario della candidatura da incompatibile di Berlusconi?

Si tratta di Paolo Bartolozzi : eletto con 62mila preferenze personali, un decimo di quelle di Berlusconi.

Nel caso invece Pallone dovesse scegliere di restare alla Regione Lazio, verrebbe “ripescato” anche Stefano Zappalà, con le sue 60mila 800 preferenze.

 

 

Passando al PARTITO DEMOCRATICO, iniziamo col dire che ha ottenuto 6 seggi anch’esso.

A chi sono andati? 

Primo eletto è risultato l’ex anchorman del Tg1, David Sassoli: per lui ben 400mila preferenze personali.

Al secondo posto troviamo l’Assessore della Regione Lazio Silvia Costa, che nelle settimane scorse, in prossimità delle votazioni, ci fece pervenire nei commenti a questo post la promessa che avrebbe abbandonato la carica istituzionale in Italia per sedere in Europa. Per la cronaca, a lei sono andati 117mila voti.

Terzo è risultato l’ex sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, con oltre 102mila preferenze. 

Il quarto e il quinto sono entrambi teoricamente incompatibili, essendo l’uno (Guido Milana) Consigliere Regionale del Lazio, oltre che sindaco di Olevano Romano (carica, quella di sindaco, non incompatibile date le dimensioni del paesino); l’altro, Francesco De Angelis, assessore della Giunta Regionale del Lazio. I due hanno raccolto un totale di circa 175mila voti. In prossimità delle elezioni europee tutti i candidati del Partito Democratico, che fossero incompatibili con la carica per precedenti incarichi nazionali, avevano condiviso la promessa di Silvia Costa. Anche nel loro caso, verificheremo nelle prossime settimane.

Ultimo eletto è Roberto Gualtieri, con 80mila voti.

Ad oggi, dunque, abbiamo 3 potenziali eletti in conflitto d’interesse. Come detto, non li considereremo ancora incompatibili, né ad oggi indicheremo i potenziali sostituti (Catiuscia Marini, Palmiro Ucchielli, Gianpiero Cioffredi – rispettivamente con 64mila, 59mila e 45mila voti).

 

La LEGA NORD ha ottenuto in questa circoscrizione 1 solo seggio, ma anche nel suo caso occorre qualche precisazione e qualche conto.

Unico eletto, con quasi 18MILA preferenze, è infatti Umberto Bossi, ministro e parlamentare. Pertanto non eleggibile.

Primo non eletto, che dunque dovrebbe sostituire il senatùr, è risultato Mario Borghezio, con quasi 5mila preferenze. Non fosse che l’onorevole Borghezio è risultato eletto per la Circoscrizione Nord-Ovest.

Queste 23MILA preferenze, su un totale di 187MILA scarse, rappresentano il 12% dei voti.

Resta da svelare il nome del candidato infine eletto per la Lega.

Si tratta di Claudio Morganti, che ha raccolto meno di 3MILA preferenze. Eppure ad oggi il sito della Lega Nord non dà alcuna ufficialità dei rappresentanti italiani eletti tra le sue fila, per cui le nostre su Borghezio sono congetture.

 

L’ITALIA DEI VALORI ha ottenuto anch’essa un solo seggio, assegnato tuttavia a un candidato incompatibile:

Luigi De Magistris, che ha scelto la circoscrizione del Nord-Est (essendo candidato in quattro su cinque), rinunciando a poco meno di 89MILA preferenze;

Antonio Di Pietro, non eletto ma “ripescabile”, si trova come sappiamo nella stessa impossibilità di accettare la carica, in quanto parlamentare. Trasferirà a sua volta ai colleghi di partito le sue 83MILA preferenze;

E dunque dovrebbe toccare alla terza eletta, Sonia Alfano, a rappresentare l’Italia a Strasburgo. Essendo candidata in più circoscrizioni, anche lei ha scelto di rinunciare a 31mila preferenze.

In totale dunque 203MILA voti su 484MILA: addirittura il 42%!!!

In conclusione, l’eletto per la Circoscrizione Italia Centrale nella lista Italia dei Valori risulterà Niccolò Rinaldi (come avevamo ironicamente previsto in questo post, con tanto di foto): per lui meno di 12mila preferenze, un ottavo di quelle del dottor De Magistris…

 

Infine l’Unione Di Centro, che elegge il solo Carlo Casini con poco più di 40MILA preferenze.

Resta invece escluso quel Luciano Ciocchetti che pure risultava incompatibile in quanto Parlamentare, e che ha raccolto 32mila 500 voti.

 

 

Quanto ai partiti che non hanno conquistato neppure un seggio, non avendo superato il quorum, ci sono alcuni dati significativi:

  • nella Lista comunista e anticapitalista, il segretario del Partito dei Comunisti Italiani Oliviero Diliberto supera le 31MILA preferenze (essendo però candidato in più circoscrizioni, risultava anch’egli incompatibile);
  • nella lista Pannella Bonino, invece, Emma Bonino sfiora le 62MILA preferenze su 171MILA voti totali (da sola la parlamentare – e quindi incompatibile – raccoglie cioè il 36% del totale del suo partito) – Marco Pannella dal canto suo supera le 22mila (va detto che come Diliberto, anche lui era candidato in più circoscrizioni)
  • il neonato partito Sinistra e Libertà, dal canto suo, raccoglie 226MILA VOTI, dei quali 43MILA appannaggio del leader Nichi Vendola, oltre 30mila alla giornalista Giuliana Sgrena, 25mila500 per Claudio Fava e poco più di 23mila per Alessandro Battilocchio. Anche qui va sottolineato come Vendola fosse incompatibile in quanto Presidente della Regione Puglia e Fava in quanto candidato in più circoscrizioni (e insieme hanno raccolto il 30% delle preferenze della lista…)

 

 

Eccoci finalmente alle prime conclusioni:

in questa circoscrizione il premier Berlusconi raccoglie il 26% dei voti del PDL, un risultato clamoroso se paragonato agli altri eletti del suo partito. Eppure rispetto alla circoscrizione Nord-Ovest risulta meno clamoroso il dato dei sostituti (Paolo Bartolozzi ed eventualmente Stefano Zappalà), che se non altro ha raccolto più voti di quasi tutti i non eletti degli altri partiti (in una teorica classifica, la sola Catiuscia Marini del PD ha ottenuto un risultato migliore). 

Alcuni dei candidati che avevamo segnalato in quanto incompatibili hanno ottenuto anche qui risultati piuttosto sorprendenti, in senso negativo.

Ci dispiace “infierire” (stiamo pur sempre parlando del partito più votato), ma nel Popolo della Libertà ci sono ben 3 PARLAMENTARI che oltre a risultare NON ELETTI, si sono piazzati agli PENULTIMI TRE POSTI DELLA LISTA: Lucio Barani, deputato (meno di 15MILA PREFERENZE); Barbara Mannucci, deputata (MENO DI 7MILA PREFERENZE); e Mariarosaria Rossi, deputata (6MILA600 preferenze per lei).

Le onorevoli Mannucci e Rossi, tuttavia, potranno senza dubbio consolarsi dei loro successi professionali: rispettivamente: l’una e l’altra. Nel PDL sappiamo bene che anche questi sono meriti politici… 

Nell’Unione di Centro, LUCIANO CIOCCHETTI (che siede alla Camera) come detto non è stato eletto, pur raccogliendo 32mila voti.

Come già detto, la spiegazione di alcuni risultati è piuttosto agevole: la nostra Camera dei Deputati viene costituita attraverso il procedimento delle liste bloccate e della cooptazione (le candidature in più circoscrizioni dei Leader di partito, che prontamente lasciano il posto ai non eletti…). Succede che diversi Parlamentari non siano eletti realmente dal popolo. Di più: alcuni si ritrovano nelle liste di un Partito per decisione della dirigenza dello stesso, senza aver mai ricevuto un consenso reale in termini di preferenze. Sono questi stessi parlamentari ad andare incontro a figuracce nelle elezioni del Parlamento Europeo (pur restando invariato il sistema delle liste bloccate e della candidatura in più circoscrizioni…).

 

Un rilievo sulla legge elettorale che utilizziamo in Italia: il quorum imposto su base nazionale porta ad effetti collaterali come l’elezione di un candidato della Lega Nord anche in una circoscrizione in cui la lista in questione ha raccolto meno del 3% dei voti (meno cioè della Lista comunista e anticapitalista e di Sinistra e Libertà).

 

Infine un dato impressionante: sommando le preferenze dei candidati eletti in più circoscrizioni (quelli cioè che hanno “rifiutato” il seggio ottenuto in questa circoscrizione – pur avendo superato il quorum) e di quelli incompatibili perché parlamentari, presidenti di provincia, sindaci di città con più di 15mila abitanti, assessori e consiglieri regionali (siano essi stati eletti o meno, i loro voti sono pur sempre voti non pienamente legittimi, visto che nel migliore dei casi dovrebbero dimettersi da una carica), otteniamo

 

PIU’ DI 1 MILIONE 100MILA VOTI, IL 18%, SONO STATI DESTINATI A CHI NON AVREBBE DOVUTO NEANCHE PRESENTARSI A QUESTE ELEZIONI

ma soprattutto il dato in base a cui

3 ELETTI SU 15 PER LEGGE NON POSSONO ACCETTARE LA CARICA…

ma nei prossimi mesi il conto potrebbe arrivare a 7 (quasi la metà) nel caso in cui Alfredo Pallone del PDL, e Silvia Costa Guido Milana e Francesco De Angelis del PD scegliessero di mantenere le cariche regionali.

E nel frattempo sottolineiamo come tra i sostituti dei 3 INELEGGIBILI di cui sopra, altri 3 (Borghezio Di Pietro e Alfano) sono a loro volta impossibilitati ad accettare la carica.

Torneremo quindi su di loro.

7 luglio 2009 Posted by | Gli Eletti | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 1 commento

REFERENDUM: QUORUM NON RAGGIUNTO

 

«Gli italiani fanno schifo e l’Italia fa schifo perchè non vuole essere moderna. Hanno vinto quelli che vogliono vivere alle spalle degli altri»

Francesco Speroni, LEGA NORD, dopo aver appreso il risultato del referendum sulla devolution del 2006*.

 

Questi sono I PARTITI POLITICI: oggi mi serve il referendum? viva il referendum! bastardo chi mi vota contro! bastardo chi invita all’astensione!

Domani non voglio il referendum? Che ci vuole, faccio la campagna più aspra che si ricordi per incitare all’astensione, e a risultati ottenuti esulto come avessi vinto al Superenalotto.

 

E allora eccoli, sentite quegli stessi politici [dal Corriere della Sera]: «Anche nei momenti più difficili e drammatici, noi siamo capaci di vincere perché la gente è con noi» ha detto il leader del Carroccio Umberto Bossi. «Messa come l’avevano messa, il risultato del referendum è una nostra vittoria» è il commento di Roberto Calderoli.

Perché allora abbiamo fatto la campagna CONTRO L’ASTENSIONE fino all’ultimo secondo?

Per questo.

Perché l’astensione è la sconfitta della democrazia, e la vittoria dei partiti.

 

Siamo estremisti? No: guardate qui quanti vincitori per il risultato di oggi.

UNODUETRE

Abbiamo addirittura 3 PARTITI DIVERSISSIMI TRA LORO CHE SI AUTOCELEBRANO COME VINCITORI!

ma vi rendete conto?

 

e non è tutto.

Cos’altro avevamo detto? che qualche politico avrebbe sicuramente attaccato l’istituto del referendum. Magari addirittura qualche politico di un partito che ha preteso di votare il 21 e 22 giugno e sperperato centinaia di milioni di euro per questo.

Ebbene.

ROBERTO MARONI, ancora dal Corriere della Sera: «Mi riservo – ha annunciato il titolare del Viminale – di avanzare nei prossimi giorni» una proposta per «riformare l’articolo 75 della Costituzione e la legge attuativa dei referendum».

 

Gli italiani non fanno schifo. No.

Sono solo strumentalizzati, e devono imparare a non affidarsi sempre alla strada più breve e alle furberie.

Per non ritrovarsi con una sola strada, quella che ALTRI hanno scelto per loro, proprio quando avrebbero voluto percorrere l’altra.

 

COSTRUIAMO UNA POLITICA DIVERSA, UNA POLITICA PULITA.

 

 

*l’intuizione sulla famigerata dichiarazione di Speroni è di Antonello Piroso. Lo ringraziamo per averci dato l’ispirazione.

22 giugno 2009 Posted by | Referendum | , , , , , , , , , , , , , , , , | 4 commenti