Europee 2009: per una politica pulita

Basta truffe!

GLI ITALIANI AL PARLAMENTO EUROPEO – 5

Eccoci dunque giunti all’ultima puntata del nostro viaggio tra le circoscrizioni in cui era divisa l’Italia per l’elezione del Parlamento Europeo. Anche in questo caso, essendo ufficiale la composizione del nuovo Parlamento, potremo dare informazioni ufficiali sui nomi degli eletti.

 

CIRCOSCRIZIONE MERIDIONALE

 

 

Il  POPOLO DELLE LIBERTA’  ha ottenuto 8 seggi.

 

Primo eletto, immancabilmente, è  il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi con quasi 713MILA voti.

713MILA voti su 2MILIONI 876MILA voti totali che il PDL ha ottenuto in questa circoscrizione: in termini percentuali, quasi il 25%. Non ci stancheremo mai di ripeterlo: voti ottenuti da un candidato che non avrebbe dovuto poter prendere parte alla competizione elettorale, non essendo eleggibile.

Il secondo che ha ottenuto più voti è Barbara Matera, salita agli onori delle cronache per essere l’unica candidata “sopravvissuta” allo scandalo della presunta candidatura di volti televisivi o comunque del mondo dello spettacolo. La ex letterina ha ottenuto più di 130mila preferenze.

Seguono, nell’ ordineErminia Mazzoni  (114mila voti),  Aldo Patriciello  (quasi 114mila voti) e  Clemente Mastella (PROPRIO LUI!!!, ha ottenuto ben 112mila voti – e presto ha scoperto con delusione di aver diritto a uno stipendio contenuto rispetto a quello cui era abituato). Ultimi tre eletti dal popolo sarebbero stati Crescenzio Rivellini (108mila voti), Raffaele Baldassarre (104mila) e Sergio Paolo Francesco Silvestris (103mila voti).

Chi è che in realtà siederà presso i banchi del Parlamento Europeo per il partito?

A Silvio Berlusconi subentra Salvatore Tatarella (poco meno di 93mila voti).

Crescenzio Rivellini ha invece deciso di dimettersi dalla carica di consigliere regionale della Campania. Come lui, altri incompatibili hanno scelto il ruolo di Parlamentare Europeo: Raffaele Baldassarre si è dimesso dal Consiglio Regionale della Puglia, così come Sergio Paolo Francesco Silvestris.

Per puro calcolo statistico, sommando a quelli ottenuti da Berlusconi i voti degli incompatibili che non hanno ottenuto neanche il diritto a scegliere se abbandonare l’incarico già ricoperto, ossia Paola Pelino, Giovanna Petrenga e Maria Elena Stasi, tre deputate (che pure hanno raccolto ben pochi voti, considerato che la Stasi è undicesima della sua lista con 72mila e addirittura la Pelino e la Petrenga sono terzultima e penultima con 33mila e addirittura solo 18mila voti) si raggiunge la cifra di oltre 838mila voti, ossia il 29% delle preferenze assegnate al PDL.

 

Quasi tre voti su dieci assegnati al PDL nella circoscrizione meridionale, non trova riscontro nell’effettiva assegnazione dei seggi europei.

 

 

Il   PARTITO DEMOCRATICO ha ottenuto 4 seggi.

 

Gli eletti sono Andrea Cozzolino con quasi 138mila voti, Giovanni Pittella con 137mila voti, Paolo De Castro (quasi 112mila voti), e Mario Pirillo che raccoglie 110mila preferenze.

De Castro, che avevamo segnalato come incompatibile in quanto senatore, ha scelto di dimettersi dalla carica istituzionale italiana.

Cozzolino, dal canto suo, si è dimesso dalla carica di Assessore della Regione Campania.

Niente da dire sugli altri, dal momento che sembra essere stato applicato una sorta di “regolamento interno” con dimissioni in caso di elezione.

 

 

La LEGA NORD non ha ottenuto alcun seggio.

 

 

L’ITALIA DEI VALORI ha ottenuto due seggi.

 

Il primo eletto risulta Luigi De Magistris con 137mila voti.

Candidato anche in altre 3 circoscrizioni(quella centrale, quella meridionale e quella insulare), De Magistris ha comunicato di aver optato per la circoscrizione nord orientale, liberando così questo seggio.

Come lui Antonio di Pietro (117mila voti), parlamentare e dunque incompatibile, che non ha rinunciato all’incarico al Senato.

Prima non eletta è Sonia Alfano (30mila voti), candidata in più circoscrizioni, che ha optato per il nord-ovest.

Gli eletti dell’IDV sono dunque addirittura il quarto e quinto in ordine di preferenze raccolte:

Vincenzo Iovine, con meno di 22mila voti;

Giuseppe Arlacchi, con poco più di 20mila (!!!). 

 

Sommando le preferenze di De Magistris, Di Pietro e Alfano si ottengono 284mila voti: su 689mila totali, significa il 41% dei voti ottenuti!!!

 

 

Infine, ricordiamo che l’Unione di Centro elegge un solo candidato, e che candidato!

Sarà infatti rappresentata al Parlamento Europeo da Ciriaco De Mita, scelto da più di 56mila elettori.

 

 

Sono interessanti anche alcuni dati riferiti a partiti che, non avendo superato il quorum, non hanno ottenuto neanche un seggio per questa circoscrizione:

  • nella lista Pannella Bonino, Emma Bonino supera le 30MILA preferenze su 111MILA voti totali (da sola la parlamentare – e quindi incompatibile – raccoglie cioè il 27% del totale del suo partito). Se si aggiungono i voti di Marco Pannella (quasi 19mila), candidato in più circoscrizioni, si arriva però addirittura al 42% del totale della lista (!!!);
  • nella lista “Sinistra e Libertà” il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha ottenuto addirittura 118MILA VOTI: in quanto incompatibile, tuttavia, e difficilmente avrebbe lasciato la sua carica. Tuttavia anche il secondo per preferenze, Marco Di Lello, ha ottenuto quasi 43mila voti, ben più degli eletti dell’Italia dei Valori;
  • nella lista MPA/La Destra/Pensionati, infine, Vincenzo Scotti (ex ministro della Prima Repubblica) ha raccolto più di 55mila voti, ma anche Tommaso Barbato (quasi 28mila) e Mario Cito (più di 24mila) hanno raccolto più voti degli eletti dell’IDV.

 

 

Siamo arrivati alle conclusioni:

se è vero che molti candidati hanno rinunciato alla carica che ricoprivano in Italia, resta che la questione lascia nell’incertezza le elezioni, minando le fondamenta della fiducia che una democrazia dovrebbe avere nei sistemi elettorali.

 

Il dato sui voti attribuiti a candidati che non hanno accettato la carica è comunque impressionante:

PIU’ DI 997MILA VOTI sui 5MILIONI 729MILA attribuiti a partiti i cui candidati siano stati eletti sono andati a candidati che non hanno accettato la carica: in percentuale, IL 17%.

Inoltre

3 ELETTI SU 15 NON HANNO ACCETTATO LA CARICA…

(4 se contiamo la scelta di Sonia Alfano)

 

L’ultimo dato ugualmente significativo, quello sui Parlamentari rimasti fuori dall’elenco degli eletti: detto delle donne del PDL, c’è da segnalare che nella lista dell’Unione di Centro uguale sorte è toccata a tre deputati:

Nunzio Francesco Testa, con poco meno di 34mila voti;

Angelo Cera (22mila);

Michele Pisacane, che ha superato di poco le 18mila preferenze (!!!).

Risultati che fanno riflettere, come quelli delle onorevoli Stasi, Petrenga e Pelino, soprattutto se paragonati invece a quelli di Paolo De Castro e Crescenzio Rivellini, colleghi che sono risultati eletti, dimostrando che i voti raccolti dai Parlamentari non risentono del fatto che sono incompatibili (vorrebbe dire che gli elettori erano a conoscenza dell’incompatibilità, cosa che va smentita decisamente).

 

Il nostro lavoro non termina di certo qui.

Resta da spiegare il meccanismo che permette l’elezione di Parlamentari secondo il LORO PROPRIO VOLERE, e soprattutto da presentare una breve scheda sui Gruppi Parlamentari e le dinamiche che si nascondono dietro la scelta di uno piuttosto che l’altro da parte dei rappresentanti italiani.

Annunci

27 luglio 2009 Posted by | Gli Eletti | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

GLI ITALIANI AL PARLAMENTO EUROPEO – 1

 

[archiviato il referendum, torniamo al nostro amato Parlamento Europeo…avevamo promesso degli approfondimenti sugli eletti, e puntualmente da oggi ve li forniremo]

Ci sono diverse situazioni da evidenziare, secondo noi meritano attenzione.

Iniziamo dal nord, stavolta.

 

 

CIRCOSCRIZIONE NORD-OVEST

 

Il POPOLO DELLA LIBERTA’ ha ottenuto 8 seggi.

Primo eletto naturalmente è risultato il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi: 628MILA voti per lui.

Altrettanto prevedibilmente, secondo si è piazzato il Ministro Ignazio La Russa, con 223MILA preferenze.

Come vi abbiamo spiegato nei giorni precedenti le elezioni, questi 850mila voti si sono riversati sugli altri candidati, nel senso che due NON eletti dai cittadini verranno investiti del ruolo di parlamentare europeo.

850MILA voti su 2MILIONI900MILA: circa il 30%. Voti dispersi, o se volete voti garantiti al partito con il “trucco” della candidatura di incompatibili.

Concentriamoci sugli eletti, dunque.

Niente da dire su Mauro, Albertini, Comi, Bonsignore, Ronzulli e Fidanza (sesto eletto con meno di 27 mila preferenze).

Chi ha beneficiato dunque dei voti (e della poltrona) di Berlusconi e La Russa?

Cristiana Muscardini (ex Alleanza Nazionale): eletta con 26mila preferenze personali, un decimo di quelle di La Russa

e

Iva Zanicchi (proprio lei!): eletta con 22mila preferenze.

 

Il PARTITO DEMOCRATICO ha ottenuto 5 seggi, andati regolarmente ai primi 5 candidati in ordine di preferenze ottenute. Per la cronaca, si tratta di Cofferati, Toia, Panzeri, Susta e Balzani.

 

La LEGA NORD ha ottenuto anche lei 5 seggi, ma nel suo caso occorre qualche precisazione e qualche conto.

Primo eletto, con più di 170MILA preferenze, è infatti Umberto Bossi, ministro e parlamentare. Come per Berlusconi e La Russa, non eleggibile.

Secondo eletto Matteo Salvini, parlamentare anch’egli: 70MILA preferenze incamerate e da “passare” a un collega di partito.

240MILA preferenze per due parlamentari, su un totale di 1MILIONE 600MILA: il 15% dei voti.

Terzo è risultato Mario Borghezio (il quale risultava candidato in più circoscrizioni, ma eletto solo in questa): in ogni caso, sono state 48MILA le preferenze per lui.

Quarto risulta invece Fiorello Provera, ex presidente della provincia di Sondrio, con le sue 27MILA preferenze.

Quinto infine Francesco Speroni, che come Borghezio, pur essendosi candidato in più circoscrizioni è risultato eletto solo in questa, motivo per cui le sue 19MILA preferenze non vanno considerate “regalo” per i colleghi non eletti.

Veniamo ai sostituti degli ineleggibili:

Oreste Rossi, primo dei non eletti e dunque in teoria ripescato, sul suo sito personale dichiara a quanto pare di voler accettare la carica: ha 6 mesi di tempo per dimettersi da Consigliere Regionale del Piemonte, e portare a Strasburgo le sue 14MILA preferenze;

Nulla da dire su Sonia Viale, eletta anche lei con sole 14MILA preferenze.

Qualora Rossi dovesse rifiutare, risulterebbe eletto Roberto Pedretti, con 13MILA preferenze.

 

L’ITALIA DEI VALORI ha ottenuto due seggi, entrambi assegnati a candidati incompatibili, per motivi diversi:

Luigi De Magistris, in quanto candidato in più circoscrizioni che ha scelto quella del Nord-Est, rinunciando a 86MILA preferenze;

Antonio Di Pietro, in quanto parlamentare, conferisce ai colleghi di partito più di 81MILA preferenze;

167MILA su 636MILA: il 26%.

eletti risultano dunque Sonia Alfano (anche lei candidata in più circoscrizioni, ne riparleremo) con 28MILA e

Gianni Vattimo con poco meno di 15MILA (più del quarto e quinto eletti della Lega Nord, dunque).

 

Infine l’Unione Di Centro, che elegge Magdi Cristiano Allam con 39MILA preferenze, mentre resta fuori Emanuele Filiberto che pure ne ha raccolte più di 22MILA.

 

 

Quanto ai partiti che non hanno conquistato neppure un seggio, non avendo superato il quorum, ci sono alcuni dati significativi:

  • nella Lista comunista e anticapitalista, Margherita Hack supera le 23MILA preferenze e Vittorio Agnoletto le 21MILA (entrambi però erano candidati in più circoscrizioni);
  • nella lista Pannella Bonino, invece, Emma Bonino supera le 70MILA preferenze su 251MILA voti totali (da sola la parlamentare – e quindi incompatibile – raccoglie cioè quasi il 28% del totale).

 

 

Eccoci finalmente alle prime conclusioni:

grazie ai voti di Berlusconi e La Russa, risultano elette due candidate, Cristiana Muscardini e Iva Zanicchi, che per preferenze ricevute si piazzano dietro rispettivamente a 3 e addirittura 5 CANDIDATI NON ELETTI del Partito Democratico, ma nel caso della Zanicchi persino dietro a Emanuele FilibertoMargherita Hack;

alcuni dei candidati che avevamo segnalato in quanto incompatibili hanno ottenuto risultati piuttosto scadenti. Ci dispiace “infierire” (stiamo pur sempre parlando del partito più votato), ma nel Popolo della Libertà ci sono ben 4 PARLAMENTARI (che in quanto tali dovrebbero essere radicati sul territorio, quindi riconosciuti, quindi votati) che invece risultano NON ELETTI, e anche con scarti sensibili: Laura Ravetto, deputata (meno di 8MILA PREFERENZE); Giuseppe Menardi, Senatore (APPENA 7MILA PREFERENZE); Valentina Aprea, deputata (6MILA500 preferenze); e addirittura ELENA CENTEMERO, deputata, che raccoglie la miseria di 1.731 PREFERENZE, ULTIMA NELLA SUA LISTA;

Nell’Unione di Centro, LUCA VOLONTE’ (Presidente del gruppo UDC alla Camera) viene superato addirittura da Emanuele Filiberto.

Crediamo di poter fornire una spiegazione piuttosto agevole: la nostra Camera dei Deputati viene costituita attraverso il procedimento delle liste bloccate e della cooptazione (le candidature in più circoscrizioni dei Leader di partito, che prontamente lasciano il posto ai non eletti…). Succede che diversi Parlamentari non siano eletti realmente dal popolo. Di più: alcuni si ritrovano nelle liste di un Partito per decisione della dirigenza dello stesso, senza aver mai ricevuto un consenso reale in termini di preferenze. Sono questi stessi parlamentari ad andare incontro a figuracce nelle elezioni del Parlamento Europeo (pur restando invariato il sistema delle liste bloccate e della candidatura in più circoscrizioni…).

 

Infine un dato impressionante: sommando le preferenze dei candidati eletti in più circoscrizioni (quelli cioè che hanno “rifiutato” il seggio ottenuto in questa circoscrizione – pur avendo superato il quorum) e di quelli incompatibili perché parlamentari, presidenti di provincia, sindaci di città con più di 15mila abitanti, assessori e consiglieri regionali (siano essi stati eletti o meno, i loro voti sono pur sempre voti non pienamente legittimi, visto che nel migliore dei casi dovrebbero dimettersi da una carica), otteniamo

 

QUASI 1 MILIONE 500MILA VOTI, IL 17%, SONO STATI DESTINATI A CHI NON AVREBBE DOVUTO NEANCHE PRESENTARSI A QUESTE ELEZIONI

ma soprattutto

6 ELETTI SU 21 PER LEGGE NON POSSONO ACCETTARE LA CARICA!

(potrebbero diventare 7 nel caso in cui Oreste Rossi della Lega Nord scegliesse di rimanere al Consiglio Regionale del Piemonte)

30 giugno 2009 Posted by | Gli Eletti | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 2 commenti

INTENZIONI DI VOTO NUMERO 2

 

[prima di tutto un aggiornamento: il post con la raccolta di opinioni trovate in giro per la rete – e in particolare su wordpress – è in costante aggiornamento. Potete seguirlo consultando questo link diretto]

e ora le intenzioni di voto, seconda puntata.

 

Al  referendum del 21 e 22 giugno voterò tre si.

 

Non è stata una scelta facile, anzi…

e difficile sarà anche argomentarla, senza sembrare ingenuo.

 

Ho sempre dato per scontato di andare a votare, per questione di principio: il voto è un dovere civico. Mi sento cittadino anche in quanto voto.

Nel caso del referendum, il tutto è amplificato dal possibile effetto: intervenire direttamente su una legge (e io interverrei su moltissime). 

L’astensione non è una scelta politica: è un surrogato del disimpegno e del disinteresse. E fa gioco, comunque la si ponga, alla posizione di qualche partito. Il che dovrebbe far riflettere gli stessi elettori, a maggior ragione quando si dicano sfiduciati nel sistema politico.

Vado oltre: la sinistra italiana in questo particolare momento storico dovrebbe agire in senso opposto, lavorando per recuperare l’impegno civile anziché lasciandosi ingolosire dall’utilitarismo che sta dietro all’invito a disertare le urne. Non si può utilizzare a proprio vantaggio una pratica che storicamente ha fruttato sempre ai partiti più populisti, se ci si vuole porre come rappresentanti di chi non accetti banalizzazioni della realtà o peggio ancora semplificazioni della stessa.

 

Detto questo, i mie primi due si vanno spiegati. 

A differenza del mio amico, non sono spaventato dall’anomalia Berlusconi. Uno perché mi sembra in fase calante (e le ultime vicende lo confermano), due perché non è lui che usufruirebbe di una vittoria del si.

Non voglio dilungarmi sulla scelta lungimirante che potrebbe stare dietro ad un si e dietro alla volontà di far prevalere un sistema maggioritario puro. Non mi dilungherò perché non lo penso affatto.

Credo che questo referendum non sia stato capito: si tratta di uno strumento monco, perché così lo ha voluto la nostra stessa Costituzione. Gli elettori possono soltanto abrogare parti di una legge, senza riscriverla. Di fronte a questa normativa, e di fronte a questo porcellum elettorale, sfido tutti quanti a presentare dei quesiti referendari che abbiano un senso, potendo solo cancellare qualche parola qua e là.

A mio modo di vedere, il Comitato Promotore aveva come unico scopo quello di dare una spallata alla legge elettorale, e ha trovato come unico sbocco quello di utilizzare il sistema maggioritario come specchietto per le allodole.

Personalmente non credo che in caso di affermazione del si, il Parlamento accetterebbe di arrivare alle prossime elezioni con la legge uscita dal referendum. Non lo accetterebbe la Lega, di sicuro. E quindi anche a voler pensare che nel PDL si potrebbe scegliere di utilizzare la nuova legge per liberarsi della Lega, effetto immediato sarebbe la caduta del Governo.

 

A conti fatti: da un lato la caduta del Governo, dall’altro la presentazione di una nuova legge elettorale. In entrambi i casi credo che la situazione gioverebbe all’Italia.

Sulla caduta del Governo non credo di dire nulla di clamoroso: basta mettere insieme questi pezzi del puzzle: UNO (Berlusconi è sotto ricatto), DUE (la Lega ha ricattato il Governo perché votando il 7 giugno sarebbe stato più facile che si raggiungesse il quorum), TRE (la Lega sembra essere pronta alla rottura con la destra del PDL – leggasi quello che si chiamava Alleanza Nazionale).

Si tratta di arrivare all’esautoramento della Lega (che a mio modo di vedere è un partito pericoloso per le sue derive razziste) oppure alla necessità di scrivere una legge nuova e diversa da quella attuale (perché non credo che la maggioranza si prenderebbe la responsabilità di riscriverla uguale, andando contro il risultato del referendum dopo pochi mesi).

E peraltro non credo al timore di scomparsa dei partiti della sinistra cosiddetta radicale: anche in caso di vittoria del si e di voto anticipato con la nuova legge elettorale, basterebbe decidersi a unificare la neonata Sinistra e Libertà e i due partiti comunisti per superare lo sbarramento. Dunque non cedo agli allarmismi.

 

Sul si al terzo quesito ha detto tutto il post precedente. Condivido in pieno. La cooptazione, in base a cui alla Camera siedono persone che hanno beneficiato delle candidature multiple dei personaggi più influenti del partito, è una pratica vergognosa.

 

Politica Pulita 2

20 giugno 2009 Posted by | Uncategorized | , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 4 commenti

Parlamento Europeo: 32 SEGGI SU 72 sono VACANTI

Cinque giorni dal voto e già l’attenzione è crollata.

Ne abbiamo sentite tante, eppure…

Si è parlato del mancato plebiscito di Berlusconi. Della crescita della Lega Nord. Dell’ascesa dell’Italia dei Valori. Del crollo (talmente atteso che sembra non esserci stato, a leggere i commenti) del Partito Democratico.

Eppure ci sono 32 SEGGI SU 72 che ad oggi risultano VACANTI.

 

Nell’ultimo post abbiamo scritto soltanto i nomi degli incompatibili e di coloro che potrebbero non sedere mai al Parlamento Europeo.
Andiamo a vedere nel dettaglio il motivo.

 

Prima di tutto ci sono 9 eletti che PER LEGGE non possono essere Parlamentari Europei, e che quindi hanno incamerato centinaia di migliaia di voti senza avere I REQUISITI LEGALI per partecipare alle elezioni. Alcuni di loro però hanno accumulato persino più di un seggio.
Eccoli, i recordmen:

Silvio Berlusconi: eletto in 5 circoscrizioni

Antonio Di Pietro: 4 circoscrizioni

Umberto Bossi: 3 circoscrizioni

 

Gli altri parlamentari che risultano eletti:

La Russa, Rivellini, Silvestris (Popolo Della Libertà);

De Castro (Partito Democratico);

Salvini (Lega Nord);

Romano (Unione Di Centro)

Questi 18 posti – su 72 spettanti all’Italia nel Parlamento Europeo – per legge spettano dunque al primo non eletto della stessa lista. Come se il voto dei cittadini fosse “travasabile” su altri candidati.

 

In seconda battuta ci sono quei politici che siano assessori regionali, consiglieri regionali, sindaci, presidenti di provincia. Questi hanno 6 MESI DI TEMPO per scegliere se dimettersi dalla carica che già ricoprono e accettare la poltrona al Parlamento Europeo.
Eccoli:

Pallone, Baldassarre, La Via (Popolo della Libertà);

Costa, Milana, De Angelis, Cozzolino, Pirillo, Crocetta (Partito Democratico);

Provera (Lega Nord)

Altri 10 seggi (e parliamo di persone ELETTE dai cittadini) che ad oggi risultano incerti.

Fanno 28.

 

Da ultimo, ci sono quei candidati che, presentandosi in più di una circoscrizione, pur senza essere di per sé incompatibili finiscono per diventarlo nel momento in cui vengono eletti. Ci sono cioè persone che sono state votate da cittadini di circoscrizioni diverse, e che naturalmente possono accettare solo 1 posto al Parlamento Europeo. Gli altri finiranno al primo non eletto della stessa lista.
Troviamo in questa lista:

Borghezio – eletto in 2 circoscrizioni (Lega Nord);

De Magistris – eletto in 4 circoscrizioni (Italia dei Valori)

Di fatti, altri 4 seggi vacanti. E diciamo vacanti non per errore o semplificazione: Borghezio e De Magistris possono infatti scegliere liberamente quale circoscrizione (ossia seggio) “accettare” e quali invece “scartare” a favore di colleghi di partito. Lo faranno secondo logiche interne al proprio movimento, non lo scopriamo certo noi.

 

Ci sono

32 ELETTI INCOMPATIBILI COLLA CARICA DI PARLAMENTARE EUROPEO:

  • 22 SEGGI CHE AUTOMATICAMENTE SONO STATI TRASFERITI A PERSONE CHE IL POPOLO NON HA ELETTO;

  • 10 SEGGI i cui legittimi titolari (ELETTI DA NOI) ci devono cortesemente far sapere se intendono avvalersene oppure no.

 

Su questo blog ci è stato fatto sapere che l’on. Silvia Costa del Partito Democratico accetterà la poltrona al Parlamento Europeo e “si dimetterà dalla carica di Assessore della Regione Lazio.

Bene.

Aspettiamo di sapere cosa ne sarà di altri 9 seggi nella stessa condizione.

Nel frattempo osserviamo che 22 seggi su 72 sono il 30,5% del totale.

IL 30% DEI VOTI VALIDI DEGLI ITALIANI NON HANNO AVUTO NESSUNO PESO IN QUESTE ELEZIONI.

 

 

Non sarà l’ultimo post di questo blog.

Ci sono altri numeri che meritano di essere diffusi con il giusto risalto.

Quelli dei votanti, dei NON votanti, di quelli che votano e non contano nulla, di quelli che votano persone che in condizioni di legalità non potrebbero neanche partecipare alla competizione elettorale.

15 giugno 2009 Posted by | Gli Eletti | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

IO VOTO BERLUSCONI! BRAVO! BRAVO ….!

SilvioBerlusconi

Io voto Berlusconi, tanto lì in mezzo è il migliore!

Ma sei sicuro che poi ci va in Europa? non è che manda qualcun altro del suo partito? Che so, una Roberta Angelilli qualunque…

25 maggio 2009 Posted by | Liste Candidati | , , , , , , , , , | Lascia un commento