Europee 2009: per una politica pulita

Basta truffe!

GLI ITALIANI AL PARLAMENTO EUROPEO – 5

Eccoci dunque giunti all’ultima puntata del nostro viaggio tra le circoscrizioni in cui era divisa l’Italia per l’elezione del Parlamento Europeo. Anche in questo caso, essendo ufficiale la composizione del nuovo Parlamento, potremo dare informazioni ufficiali sui nomi degli eletti.

 

CIRCOSCRIZIONE MERIDIONALE

 

 

Il  POPOLO DELLE LIBERTA’  ha ottenuto 8 seggi.

 

Primo eletto, immancabilmente, è  il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi con quasi 713MILA voti.

713MILA voti su 2MILIONI 876MILA voti totali che il PDL ha ottenuto in questa circoscrizione: in termini percentuali, quasi il 25%. Non ci stancheremo mai di ripeterlo: voti ottenuti da un candidato che non avrebbe dovuto poter prendere parte alla competizione elettorale, non essendo eleggibile.

Il secondo che ha ottenuto più voti è Barbara Matera, salita agli onori delle cronache per essere l’unica candidata “sopravvissuta” allo scandalo della presunta candidatura di volti televisivi o comunque del mondo dello spettacolo. La ex letterina ha ottenuto più di 130mila preferenze.

Seguono, nell’ ordineErminia Mazzoni  (114mila voti),  Aldo Patriciello  (quasi 114mila voti) e  Clemente Mastella (PROPRIO LUI!!!, ha ottenuto ben 112mila voti – e presto ha scoperto con delusione di aver diritto a uno stipendio contenuto rispetto a quello cui era abituato). Ultimi tre eletti dal popolo sarebbero stati Crescenzio Rivellini (108mila voti), Raffaele Baldassarre (104mila) e Sergio Paolo Francesco Silvestris (103mila voti).

Chi è che in realtà siederà presso i banchi del Parlamento Europeo per il partito?

A Silvio Berlusconi subentra Salvatore Tatarella (poco meno di 93mila voti).

Crescenzio Rivellini ha invece deciso di dimettersi dalla carica di consigliere regionale della Campania. Come lui, altri incompatibili hanno scelto il ruolo di Parlamentare Europeo: Raffaele Baldassarre si è dimesso dal Consiglio Regionale della Puglia, così come Sergio Paolo Francesco Silvestris.

Per puro calcolo statistico, sommando a quelli ottenuti da Berlusconi i voti degli incompatibili che non hanno ottenuto neanche il diritto a scegliere se abbandonare l’incarico già ricoperto, ossia Paola Pelino, Giovanna Petrenga e Maria Elena Stasi, tre deputate (che pure hanno raccolto ben pochi voti, considerato che la Stasi è undicesima della sua lista con 72mila e addirittura la Pelino e la Petrenga sono terzultima e penultima con 33mila e addirittura solo 18mila voti) si raggiunge la cifra di oltre 838mila voti, ossia il 29% delle preferenze assegnate al PDL.

 

Quasi tre voti su dieci assegnati al PDL nella circoscrizione meridionale, non trova riscontro nell’effettiva assegnazione dei seggi europei.

 

 

Il   PARTITO DEMOCRATICO ha ottenuto 4 seggi.

 

Gli eletti sono Andrea Cozzolino con quasi 138mila voti, Giovanni Pittella con 137mila voti, Paolo De Castro (quasi 112mila voti), e Mario Pirillo che raccoglie 110mila preferenze.

De Castro, che avevamo segnalato come incompatibile in quanto senatore, ha scelto di dimettersi dalla carica istituzionale italiana.

Cozzolino, dal canto suo, si è dimesso dalla carica di Assessore della Regione Campania.

Niente da dire sugli altri, dal momento che sembra essere stato applicato una sorta di “regolamento interno” con dimissioni in caso di elezione.

 

 

La LEGA NORD non ha ottenuto alcun seggio.

 

 

L’ITALIA DEI VALORI ha ottenuto due seggi.

 

Il primo eletto risulta Luigi De Magistris con 137mila voti.

Candidato anche in altre 3 circoscrizioni(quella centrale, quella meridionale e quella insulare), De Magistris ha comunicato di aver optato per la circoscrizione nord orientale, liberando così questo seggio.

Come lui Antonio di Pietro (117mila voti), parlamentare e dunque incompatibile, che non ha rinunciato all’incarico al Senato.

Prima non eletta è Sonia Alfano (30mila voti), candidata in più circoscrizioni, che ha optato per il nord-ovest.

Gli eletti dell’IDV sono dunque addirittura il quarto e quinto in ordine di preferenze raccolte:

Vincenzo Iovine, con meno di 22mila voti;

Giuseppe Arlacchi, con poco più di 20mila (!!!). 

 

Sommando le preferenze di De Magistris, Di Pietro e Alfano si ottengono 284mila voti: su 689mila totali, significa il 41% dei voti ottenuti!!!

 

 

Infine, ricordiamo che l’Unione di Centro elegge un solo candidato, e che candidato!

Sarà infatti rappresentata al Parlamento Europeo da Ciriaco De Mita, scelto da più di 56mila elettori.

 

 

Sono interessanti anche alcuni dati riferiti a partiti che, non avendo superato il quorum, non hanno ottenuto neanche un seggio per questa circoscrizione:

  • nella lista Pannella Bonino, Emma Bonino supera le 30MILA preferenze su 111MILA voti totali (da sola la parlamentare – e quindi incompatibile – raccoglie cioè il 27% del totale del suo partito). Se si aggiungono i voti di Marco Pannella (quasi 19mila), candidato in più circoscrizioni, si arriva però addirittura al 42% del totale della lista (!!!);
  • nella lista “Sinistra e Libertà” il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola ha ottenuto addirittura 118MILA VOTI: in quanto incompatibile, tuttavia, e difficilmente avrebbe lasciato la sua carica. Tuttavia anche il secondo per preferenze, Marco Di Lello, ha ottenuto quasi 43mila voti, ben più degli eletti dell’Italia dei Valori;
  • nella lista MPA/La Destra/Pensionati, infine, Vincenzo Scotti (ex ministro della Prima Repubblica) ha raccolto più di 55mila voti, ma anche Tommaso Barbato (quasi 28mila) e Mario Cito (più di 24mila) hanno raccolto più voti degli eletti dell’IDV.

 

 

Siamo arrivati alle conclusioni:

se è vero che molti candidati hanno rinunciato alla carica che ricoprivano in Italia, resta che la questione lascia nell’incertezza le elezioni, minando le fondamenta della fiducia che una democrazia dovrebbe avere nei sistemi elettorali.

 

Il dato sui voti attribuiti a candidati che non hanno accettato la carica è comunque impressionante:

PIU’ DI 997MILA VOTI sui 5MILIONI 729MILA attribuiti a partiti i cui candidati siano stati eletti sono andati a candidati che non hanno accettato la carica: in percentuale, IL 17%.

Inoltre

3 ELETTI SU 15 NON HANNO ACCETTATO LA CARICA…

(4 se contiamo la scelta di Sonia Alfano)

 

L’ultimo dato ugualmente significativo, quello sui Parlamentari rimasti fuori dall’elenco degli eletti: detto delle donne del PDL, c’è da segnalare che nella lista dell’Unione di Centro uguale sorte è toccata a tre deputati:

Nunzio Francesco Testa, con poco meno di 34mila voti;

Angelo Cera (22mila);

Michele Pisacane, che ha superato di poco le 18mila preferenze (!!!).

Risultati che fanno riflettere, come quelli delle onorevoli Stasi, Petrenga e Pelino, soprattutto se paragonati invece a quelli di Paolo De Castro e Crescenzio Rivellini, colleghi che sono risultati eletti, dimostrando che i voti raccolti dai Parlamentari non risentono del fatto che sono incompatibili (vorrebbe dire che gli elettori erano a conoscenza dell’incompatibilità, cosa che va smentita decisamente).

 

Il nostro lavoro non termina di certo qui.

Resta da spiegare il meccanismo che permette l’elezione di Parlamentari secondo il LORO PROPRIO VOLERE, e soprattutto da presentare una breve scheda sui Gruppi Parlamentari e le dinamiche che si nascondono dietro la scelta di uno piuttosto che l’altro da parte dei rappresentanti italiani.

27 luglio 2009 Posted by | Gli Eletti | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento